Di Solenia e di buzzurro (ovviamente Panda è il sole…)

Immaginate se il ciclo giorno notte del nostro pianeta andasse in malora e fossimo bloccati in una notte eterna e oscura oppure in un giorno pieno di sole a qualsiasi ora del giorno. Sicuramente avremmo bisogno di Solenia

La nuova crema solare protezione 100erotti, per una protezione assoluta acca ventiquattro

Ma si può sapere che cavolo stai dicendo?

Beh abbiamo finalmente trovato uno sponsor mi sembra di capire, no?

Non c’è nessun sponsor, Solenia non è una crema, ma un gestione carte e risorse a opera di Sébastien Dujardin, con bellissime illustrazioni di Vincent Dutrait, da 1 a 4 giocatori, durata 30/45 minuti

Quindi niente soldi nemmeno questa volta

No, niente soldi. Forse un like su Facebook se tagghiamo l’autore

La nostra prova si basa su una partitella in quel di Essen

Unica foto/prova della partita che si è salvata dall’oblio, sigh!

Non entreremo quindi in una disamina di gioco in singolo o di modalità per esperti, essendoci battuti faccia a faccia nel gioco base

Gli abitanti di questo sfortunato pianeta hanno bisogno di risorse che non riescono più a ottenere con un ciclo solare sempiterno: chi vive nell’emisfero baciato dal sole vuole pietre preziose mentre chi vive nell’emisfero che rende felici i fornitori di energia chiede grano e legno

I giocatori sono i mercanti che provvedono a queste esigenze, in cambio di punti vittoria ovviamente

La plancia di gioco è formata da 5 tessere terreno che da un lato hanno isole volanti con il ciclo giorno o tessere volanti con il ciclo notte. Al centro di questa mappa c’è un’astronave

Foto di Irrlichtsammler (BGG)

Ogni giocatore ha un mazzetto le cui carte recano i valori uno (sei carte), due (quattro carte) e zero (le rimanenti sei carte). Giocare le carte su un’isola adiacente all’astronave (è possibile giocarla anche sotto) o a una carta del proprio colore giocata in precedenza è gratuito. Altrimenti si deve pagare una risorsa (di qualunque tipo) per ogni spazio che viene saltato

Vero e proprio colpo di genio, le carte sono forate al centro, e una volta scelta una carta dalle tre disponibili nella propria mano, la si posiziona sulla plancia, lasciando in evidenza la risorsa che si va a guadagnare, nel numero indicato dalla carta

Ovviamente la carta di valore zero non farà guadagnare risorse, ma farà avanzare la nave. Quando qualcuno la gioca vengono attivati bonus nella parte bassa delle carte – generalmente risorse o punti vittoria che vanno in saccoccia al proprietario della carta – presenti nell’ultima tessera, dopodiché questa si svuota, si capovolge e si posiziona come prima tessera terreno, dando così la sensazione che effettivamente la nave stia viaggiando

Render 3D di sebduj (BGG)

Bisogna tenere presente che le carte non torneranno in gioco, ognuno ha 16 carte e ne giocherà una a turno. In totale quindi il gioco dura sedici turni, durante i quali i giocatori cercheranno di agguantare le risorse necessarie a soddisfare le tessere consegna disponibili – prima che un avversario ce le soffi, facendone apparire di nuove

Ovviamente nelle città diurne è possibile completare solo consegne del giorno, mentre in quelle notturne, solo quelle della notte. Una volta ottenuta una tessera missione, la si piazza sulla propria plancia, ottenendo ulteriori risorse.

Il gioco termina al sedicesimo turno, una volta esaurite tutte le carte. Ai punti vittoria ottenuti se ne aggiungono altri per ogni coppia di risorse rimaste e per ogni coppia di consegne giorno/notte risolte

Qui si ferma la nostra prova, ma il gioco ha anche altro da offrire: la tessera del giocatore ha un lato inverno che ospita anche delle tessere miglioria e ha i magazzini organizzati diversamente, per un gioco dedicato agli esperti

Per il gioco in singolo poi è previsto l’utilizzo di un dado…

Ma direi di fermarci con questo elenco di cose che non abbiamo provato e dire la nostra, che dici cara panda?

Dico che mi è dispiaciuto davvero tanto non averlo preso in quel di Essen. Il gioco nella sua semplicità mi ha stregato: i materiali e la tematica, pur essendo in fin dei conti un astratto, si incastrano bene e questo dà una coerenza ottimale a tutto

Effettivamente è vero. Mi sembra anche strano che quel commento sia stato fatto da te, avrei detto che volevi solo l’astronave di plastica

Perché? La vendono singolarmente? DOVE SI COMPRA? DOVEEEE?

Ecco appunto. Purtroppo non avendo provato il lato invernale possiamo catalogarlo solo come un family: le meccaniche sono abbastanza semplici e il gioco richiede comunque quel ragionamento logico che può essere apprezzato anche dai giocatori più cervellotici, e una partita difficilmente si protrarrà oltre l’ora (la nostra è durata una mezz’oretta, ed eravamo in due)

Già così è un gioco abbastanza diverso dagli altri che abbiamo, per cui prima o poi entrerà nella nostra collezione

E meno male che era il nostro primo Spiel e abbiamo provato pochi giochi, altrimenti ciao portafogli!

Veniale!

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Botte da Orbis!

C’è un gioco tra le novità di Essen che siamo riusciti a intavolare per ben due volte, nell’intimità delle mura domestiche. Ed è Orbis, un piazzamento tessere da 2 a 4 giocatori di Tim Armstrong (II), impreziosito da belle illustrazioni dell’italianissimo Davide Tosello, durata media 45 minuti dichiarati

Aggiungere svariate decine di minuti in presenza di vittime di paralisi analisi

Che poi è un termine sbagliato, le vittime sono gli altri giocatori costretti ad aspettare, il paralizzatore magari ci gode anche!

Obiettivo del gioco è dar vita al proprio universo, fatto di pianeti disposti dentro una piramide cosmica a 5 piani (5-4-3-2-1 tessere dal basso verso l’alto) con una divinità al vertice

Il flusso del gioco è scorrevolissimo: scegli una tessera, la paghi, posizioni cubetti dello stesso colore della tessera comprata sulle tessere che erano adiacenti (ortogonalmente), posizioni la tessera comprata nella piramide ideale di fronte a te. I turni si ripetono finché la piramide non è completa

Le regole di piazzamento e i modi per ottenere punti vittoria invece hanno bisogno di più approfondimento. E non chiamarli “cubetti”, quanto sei gretta! Un po’ di ambientazione, su! Chiamali adepti!

Gli adepti/cubetti sono la valuta del gioco (non è possibile averne più di 10 in totale, ma è possibile scambiare 3 cubetti dello stesso colore per 1 di un colore a scelta in qualsiasi momento), se prendi una tessera prendi anche gli adepti sopra, e la piazzi nella tua piramide.

Nel piano terra della piramide puoi posizionare cinque tessere di un colore qualsiasi, ma nei piani superiori, la tessera per essere piazzata regolarmente deve condividere il colore con almeno una delle due tessere sottostanti e adiacenti.

Altrimenti va piazzata girata, come deserto

E il deserto fa perdere un punto vittoria, pardon, un punto creazione a fine partita. Però è incolore/trasparente; ovvero non vi romperà le scatole per la tessera che posizionerete sopra di esso

Ogni tessera ha la sua abilità che fornisce adepti o punti creazione. Però per i punti creazione spesso bisognerà soddisfare un requisito

Ad esempio la tessera verde qui sotto fa ottenere due punti creazione se è circondata da almeno tre tessere verdi e/o arancioni. Se non si può soddisfare questo requisito va piazzato un segnalino sopra i punti creazione, per ricordarsi che quella tessera non fa ottenere punti

Per avere punti delle tessere rosse, in quanto vulcani, bisogna eliminare dalle altre tessere disponibili cubetti di un determinato colore

Questo vuol dire che un fiume di lava ingoierà degli adepti? Urgh, forse è meglio chiamarli cubetti e rinunciare all’ambientazione

Le tessere bianche sono templi e non danno punti immediatamente ma ne danno un tot a tutti quelli che possiedono templi a fine partita, a partire da chi ne ha di più a scendere

E ovviamente chi ha più templi prende il bottino migliore!

Le tessere arancioni vogliono invece che offri in sacrificio adepti dalla tua riserva

Ti ho detto di chiamarli cubetti! Sei davvero crudele!

Eh, che vuoi farci, le divinità sono capricciose. E poi hai iniziato tu con ‘sta roba dell’ambientazione!

Era meglio Pollon!

Le tessere azzurre, infine, fanno fare punti a seconda dei colori delle tessere sottostanti e adiacenti

Alcune tessere, anziché dare adepti, recano un quadrato colorato col segno dell’infinito. Se si ottiene una tessera infinito di un colore, non si devono più fornire cubetti di quel colore quando vengono richiesti come pagamenti

Se però come pagamento viene chiesto un cubetto di un colore qualsiasi, deve comunque essere fornito un cubetto

Al posto di una tessera terreno può essere presa una (e una soltanto si può avere in tutta la partita) tessera divinità. Queste tessere solitamente danno punti creazione sotto determinate condizioni

Il gioco ve lo abbiamo spiegato quasi tutto, per cui possiamo passare alle nostre considerazioni personali, da prendere con le pinze però, dato che abbiamo fatto solo due partite

L’interazione è indiretta, tramite sottrazione di tessere e cubetti dalla disponibilità, tuttavia è già abbastanza per infastidire l’avversario, che magari avrà bisogno proprio di quella tessera

Infatti man mano che si va a comporre la propria piramide il gioco si fa più stretto, costringendo il giocatore a puntare su tessere solo di uno o due colori

E la scelta della tessera è davvero un bel momento per arrovellarsi: prendo una tessera che contiene cubetti o me ne fa guadagnare per prepararmi al turno successivo oppure ne prendo una che mi darà punti creazione ma che probabilmente sarà onerosa a tal punto da farmi rischiare di prendere un deserto al turno successivo?

Le due partite hanno visto un distacco tra i primi due posti di pochi punti, quindi anche una tessera che fa fare solo due punti potrebbe essere decisiva.

Abbiamo provato il gioco in 2 e in 3 giocatori, e scala ottimamente (c’è una selezione di tessere da eliminare in caso), non lo abbiamo provato in 4, ma se funziona bene in 2…

Il gioco può variare molto a seconda di chi siede al vostro tavolo. La scelta stessa della divinità può avvenire ai primi turni e influenzare le decisioni nel corso della partita, oppure a partita avanzata, sperando che nessun avversario la scelga prima

Insomma come avrete intuito il gioco è tirato, un buon timing è necessario, e risulta abbastanza cervellotico, uno di quei titoli che si può proporre come step successivo a un entry level, per affinare la capacità di ragionamento di un neofita.

Un avviso a tutti i germanofili incalliti però: la pesca delle tessere è casuale, quindi un fattore fortunoso nel gioco esiste, se per voi il processo di creazione dell’universo deve essere assolutamente scevro da alea forse Orbis potrebbe non convincervi. Noi generalmente non disdegnamo la presenza di elementi imprevedibili, anche in questo caso, nei panni di divinità

In fondo in fondo, a ben guardare il nostro mondo, siamo così sicuri che non vi sia stata alcuna casualità nella sua creazione?

Il primo Spiel non si scorda mai

YEEEEE!

Di ritorno da Essen, ci ritroviamo stanchi e con un carico di lavoro gigantesco, non invidio (non è vero) chi ha avuto il coraggio e la costanza fisica per tuffarsi su Lucca Comics & Games, dev’essere devastante

YEEEEE!

Hai intenzione di fare urletti per tutta la durata del pezzo?

Sììììììììììììììì!!! YEEEEEEEEEEEEEEE!

Ok, facciamo che io continuo e poi se rinsavisci tanto meglio

YEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!

Prima di buttarci a capofitto in un report però occorre un po’ di contesto. Questo non è un sito ubermegaprofessionale come quelli dei tanti COFF colleghi (scusate, lo so, non siamo degni) che trovate negli altri angoli del web. A conti fatti, anche se scrivere per GSNT ci ha procurato qualche impegno di natura “professionale”, eravamo in tutto e per tutto come chi ci legge: degli appassionati alle prese con l’evento ludico a cui partecipare almeno una volta nella vita (anche due o tre non sarebbe male)

Gente a caso reclutata per promuovere l’espansione di 7 Wonders: REMATE!

E quindi più febbricitanti di un bambino caduto a bocca aperta nella vasca piena di Jelly Beans dentro a un negozio di dolciumi

Ah, sei tornata, meglio. Dovete sapere poi che il panda qui presente è una spendacciona che in confronto un calciatore in discoteca è zio paperone

Abbiamo letteralmente gettato soldi in faccia alla gente che lavora negli stand

Per fortuna c’ero io a recuperarli e a scusarmi. Sullo Spiel girano tante leggende metropolitane, probabilmente noi siamo stati più accorti

O ancora più probabilmente fortunati. Non uso un’altra parola nel caso ci leggano anche bambini.

Una prima leggenda riguarda i mezzi congestionati. Probabilmente è vero per la metro, abbiamo dovuto prenderla solo una volta e c’era più gente in quei vagoni che legno in gioco di Uwe Rosemberg

Ma noi abbiamo attaccato lo Spiel alle spalle, andando all’ingresso per la Halle 6. Dalla casa in cui dormivamo, ci bastava prendere il bus 160 e dopo qualche fermata avevamo l’opzione di infilarci nella metro per raggiungere la fermata più vicina alla fiera, o semplicemente camminare a piedi per circa cinque minuti. I bus sono molto meno utilizzati dai turisti, sebbene il biglietto sia lo stesso, e permette di vedere le strade dell’amata (da noi gamer) cittadina della Ruhr (potendo così notare posti dove spendere soldi in snack)

A guardare la foto sembra che siamo rimasti in coda per ore, invece appena hanno aperto sono bastati pochi minuti

Altra leggenda: sono già stato a una fiera del fumetto, si asfissiava dal caldo, c’era troppa gente dappertutto, così tanta che non sono riuscito a sedermi dove volevo per provare i giochi in wishlist

Allo Spiel non è così. Di gente ce n’è un’infinità, da tutte le nazioni, ed è meraviglioso, soprattutto al primo giorno, respirare l’entusiasmo nell’aria e vedere il sorriso sulla faccia di gente sconosciuta

Una volta dentro, in qualsiasi giorno, anche sabato e domenica, notoriamente i peggiori, non abbiamo mai trovato difficoltà per spostarci e nemmeno per trovare un posto dove sederci. Ovviamente è possibile che troviate occupati i tavoli di un determinato editore più frequentato di altri, ma le code non sono mai infinite

Inoltre si sta d’incanto in maglietta a maniche corte

A dire il vero c’era una sala più problematica delle altre: la Halle 3. In ogni caso non si trattava dell’intero spazio della sala, ma solo di alcuni punti più affollati (come lo stand Pegasus Spiele, o lo shop della Queen dove fanno grossi sconti)

Leggenda numero tre: ci sono gioconi a prezzo stracciato, ne compro una caterva, li rivendo in Italia a poveri gonzi = PROFIT!

Dipende ma in generale direi: NO. Intanto dipende dalle proprie spese: chiaramente se devo pagare viaggio, vitto e alloggio, già queste spese sono troppo alte per poter fare ragionamento del genere

Poi, sì, è possibile trovare tantissimi giochi a un buonissimo prezzo, ma se escludiamo i giochi dipendenti dalla lingua e quelli mediocri (quindi di difficile rivendita), rimane certo un buon numero ma indubbiamente la scelta si abbassa tantissimo

Dead of Winter nuovo a 25€: ottimo prezzo, ma conviene averlo in una lingua che non sia la più comune al tavolo?

Per dire, c’era l’espansione Kraken di Abyss a soli 4 euro, o Clockwork Wars a un prezzo assurdo di 30€. Ma sono ingiocabili se al tavolo non si mastica crucchese. Meglio puntare sugli indipendenti dalla lingua, tra le altre cose abbiamo trovato In the Year of The Dragon di Stefan Feld a 16€ (credo sia la versione decimo anniversario, ma avrò la conferma appena ci arriverà il megapacco coi giochi)

A proposito di megapacco, noi abbiamo preferito, piuttosto che pagare per un bagaglio aggiuntivo (circa 50€ tra andata e ritorno), spedirci i giochi a casa. Abbiamo fatto un pacco gigante (qui trovate i prezzi per l’Italia) che contiene circa 30 giochi e pesa quanto il mio pancino dopo aver visto quanto poco costa la cioccolata in Germania (cosa vera: 18 pocket coffee 3,50€!!!).

True Story

La solita golosona. Ti ricordo che l’ultima tariffa possibile prevedeva peso fino a 31,5 Kg e dato che il nostro pacco eccedeva di ben 300 grammi, abbiamo dovuto aprirlo di nuovo e togliere un gioco. E meno male che quasi tutti i giochi erano stati defustellati! Maledetta rinomata precisione tedesca!

Mi sa che questi sono precisi solo quando invece di spedirle preferiscono romperle, le scatole

A inizio di questo post ho parlato di un report, ma la realtà delle cose è che questo è stato il nostro primo Spiel, e abbiamo voluto godercelo appieno, senza la pressione di dover provare tot giochi, incontrare tot gente, e altri incarichi scoccianti ancora

Gioco con materiali non definitivi, ma già interessante. E poi meeple dinosauri = WIN

Sììì! Solo noi, il nostro entusiasmo, e un budget incredibilmente inferiore ai nostri desideri. Due turisti alle prese con tanti giochi e sempre in posa per una foto

Ti ricordo che abbiamo scordato la macchina digitale in aereo e ci sono rimaste solo le foto fatte col cellulare

Siamo due animali sbadati e sventurati

Avremo tempo comunque tempo per parlare dei giochi provati e di altre sensazioni dallo Spiel

Senza dubbio! In attesa del pacco delle meraviglie che ci consentirà di poter scrivere di Discover e di Flick’em’up Dead of Winter (tanto per citarne un paio)

Intanto buongioco a tutti!

Dobbiamo prepararci per Essen e siamo già nei guai

Manca ormai una ventina di giorni al nostro arrivo a Essen

Il nostro è un intento puramente scientifico a servizio del blog e di voi lettori. Non è che possiamo sempre parlare di giochi che abbiamo in casa, dobbiamo espandere le conoscenze, fornire materiale nuovo e…

Sì, come no, adesso lo fai per gli altri. Sei la menzogna fatta panda!

Intanto ringraziamo chi ci ospiterà e supporterà nei giorni della messe

“Sopporterà” semmai, e hai già svelato che andremo a parassitare da amici, brava

Mi stai rompendo le scatole. Già è difficile resistere alla voglia di ibernarmi per diminuire i giorni di attesa, poi ti ci metti pure tu.

Questo perché sei una nullafacente. Dovresti impegnare il tempo che rimane da qui alla fiera e trasformarlo in una propedeusi all’evento ludico dell’anno

E come?

Innanzitutto informandosi sui giochi in uscita. Ai comuni mortali basteranno le preview dei siti specializzati, come quelli su Giochi Sul Nostro Tavolo e altri

Ma immagino che per noi non sia abbastanza

Ovviamente no, quindi se si va sull’homepage di Board Game Geek, vera e propria bibbia per noi giocatori, sulla destra si nota un bel “Essen preview” su cui cliccare

Qui si trova la lista dei giochi che saranno presenti alla fiera, sia in vendita che soltanto in prova.

La lista è gargantuesca e ogni anno è sempre peggio.

E la grandezza delle nostre tasche è inversamente proporzionale

Quindi c’è bisogno di un criterio selettivo a priori per castrare gran parte della produzione

Ce l’ho! Compriamo solo Pucci di Mari™!!!

Col fischio!

Ma il mondo ne ha bisogno!

No, solo tu ne hai bisogno. Compreremo Pucci di Mari™ e Sbadigli del tanuki™

E da dove nasce questa nuova definizione?

Me la sono data da solo. Tanto sapevo che lo avresti fatto tu, almeno ti tolgo il piacere della creazione

Tornando seri (impossibru), uno dei paletti che ci siamo imposti è: non comprare giochi che usciranno di sicuro in Italia. Questo perché possiamo recuperarli in seguito e magari anche a un prezzo minore, e comprarli da un editore italiano è sempre un bonus, perché si aiuta l’editoria nostrana e si ha il vantaggio del prodotto localizzato

Infatti i giochi più famosi è molto facile che arrivino a prescindere nello stivale, e in fiera sono a prezzo di listino perché sono sicuri che faranno sold out prima di domenica. Loro non hanno motivo di scontarlo, e noi nessun vantaggio a comprarlo, se non averlo prima o magari con qualche promo aggiuntiva.

L’escludere i titoloni (che proveremo con piacere in fiera) ci permette di concentrarci su giochi di difficile reperibilità, se non nel contesto fieristico ovviamente.

Alcuni giochi (pochi a dire il vero), dall’acquisto sicuro, stiamo cercando di poterli preordinare e pagare in anticipo, così da avere la sicurezza di non perderli

E l’illusione di averli gratis una volta arrivati in fiera.

Certo, come no. In ogni caso la lista da guardare è questa qui

Sicuramente una cosa che guarderemo lì, saranno le offerte, ma già adesso ci stiamo dando da fare

Sì, perché un’altra geeklist davvero utile è l’asta dei giochi usati su BGG (la trovate cliccando qui). Qui ci siamo già aggiudicati titoli che cercavamo da tempo come The Ravens of Thri Sahashri o che volevamo prendere ma a poco, come Camel Up

Da un lato quindi, vogliamo andare in Germania con il portafogli gonfio. Dall’altro abbiamo già speso soldi in giochi nuovi e usati. Riusciremo a non chiedere l’elemosina?

Dovremo riuscirci, perché ti ricordo che staremo anche un giorno in più per vedere Düsseldorf

E il quartiere giapponese di Düsseldorf!!!

Sarà quanto di più vicino al Giappone potremo mai arrivare, con la nostra fortuna. A me basta una buona birra invece. E magari qualche giro per negozi che vendono vinili

Probabilmente faremo qualche diretta Facebook, dato che dubito avremo molto tempo per scrivere, ma tanto gli amici di Giochi sul nostro tavolo documenteranno tutto che manco Licia Colò con le foche albine

In caso fateci sapere cose vi interesserebbe vedere a Essen, chissà che non possiamo soddisfare qualche vostra curiosità

Mancano solo tre settimane del resto

COME??? ANCORA TRE SETTIMANE??? BASTA, IBERNATECI!

Il decalogo del perfetto spiegatore di giochi

La nostra missione ormai è la divulgazione dei gdt a tutto campo.

Per questo siamo impegnati col nostro blog, con gli articoli per Giochi Sul Nostro Tavolo, con i podcast di Gioco Magazzino.

(e ci teniamo a farlo presente in ogni articolo annoiandovi) Ma oltre al nostro “contributo artistico”

Sì, chiamiamolo così…

Siamo anche impegnati in un contributo più concreto, che è quello di promoter di giochi

Siamo dei freelancer, e lavoriamo a cottimo quando ci chiamano anche se ultimamente abbiamo lavorato di più per un’azienda in particolare (che per imparzialità non nominiamo, ma voi sapete chi siete, e vi ringraziamo)

Com’è il mestiere di promoter? Beh innanzitutto è uno di quelli in cui la sola volontà di lavorare rischia di non bastare, ed è meglio avere un trasporto verso i giochi o il settore

Poi è uno di quelli in cui è richiesta moooolta pazienza

Certo, perché son tutti bravi a spiegare i giochi al Modena Play, dove la maggior parte dei visitatori è gente informata o comunque abituata a giocare

Altro paio di maniche è farlo in un negozio, cercando di attirare clienti casuali, fermi a risiko e monopoly

Recentemente abbiamo spiegato giochi a una fiera del fumetto

Anche lì ci vuole molta pazienza

Sì, perché solitamente il pubblico è variegato. Una buona parte è un utilizzatore saltuario di giochi (che definito così sembra una malattia), che magari aspetta proprio una fiera del fumetto per comprare quel gioco all’anno che intrattiene la famiglia

A volte ci sono anche dei veri e propri appassionati, ma ovviamente sono in numero minore. Più spesso sono ragazzi molto giovani, la maggior parte abbastanza sveglia

C’è da dire che a volte il brusio della folla e il volume della musica da uno stand vicino troppo alto non facilita di certo il lavoro

In quei momenti lì ci vuole ancora più pazienza

In un frangente avevo un gioco davvero semplice da spiegare, ma uno dei giocatori era autistico e mi chiedeva in continuazione informazioni. Sono stato molto paziente, ma la voce se n’è andata sbattendo la bocca ehm la porta a fine serata

Io invece ho fatto giocare un card game a carte scoperte a una coppia che non lo capiva, nonostante dovizie di spiegazioni e di esempi. Ma la cosa divertente è che alla fine della partita mi hanno fatto il terzo grado su varie cose e mi hanno chiesto: “come si fa a fare il tuo mestiere?”. Il primo pensiero è stato “beh, innanzitutto bisogna capire i giochi” ma ovviamente mi sono trattenuta

Sì, un’altra cosa indispensabile, anche se probabilmente la starete dando per scontata, è conoscere davvero bene i giochi. Questo perché dovrete rispondere a centinaia di domande per ogni gioco e quindi più cose sapete, meno tempo passerete sul manuale a cercarne le risposte

A questo proposito, io e il mio tanuki pulcioso qui a fianco siamo fortunati perché vivendo assieme possiamo provare i giochi quando vogliamo, ma è consigliabile conoscere prima gli altri promoter presenti e far giocare anche loro.

E magari giocando giocando, saltano fuori “casi da contestazione”, e ci si prepara in anticipo.

E ovviamente bisogna essere sempre accoglienti, possibilmente sorridenti se non entusiasti e non prendere mai per scontato nulla

Noi giocatori siamo abituati a dividere le fasi di gioco in turni, a capire subito se bisogna cooperare o si gioca ognun per sé. Ma sono tutte cose che solo i giocatori hanno la fortuna di dare per scontato.

Esatto. Non si può semplicemente dire “questo gioco è un collaborativo con traditore” in ogni caso, a volte bisogna anche spiegare cosa è un collaborativo e cosa si intende per traditore

A volte hai davanti gente che vuole solo riposarsi facendo qualcosa di divertente e ha molta fatica a giocare.

Ma così tanta fatica che all’ennesimo sguardo vacuo ti sale il dubbio se non sei davvero tu incapace di spiegare il gioco o di comunicare. Poi però lo stesso gioco, spiegato nella stessa maniera viene giocato tranquillamente da altre persone e i dubbi iniziano a diradarsi

Lì ti chiedi perché hanno scelto proprio il tuo stand per rilassarsi, anziché un altro, ma ovviamente si cerca di fare il proprio lavoro, anche se sai che difficilmente questo nuovo giocatore andrà poi a comprare il gioco in un altro stand o su egyp, amazon e altri negozi online, una volta tornato a casa

Insomma forse vi abbiamo annoiato, il mestiere di promoter non è certo quello dell’infermiere o del pompiere, ma può essere davvero molto faticoso e questo pezzo è uscito un po’ più serio del previsto

Ma lo abbiamo voluto noi così. Sarebbe facile infatti riscuotere la vostra attenzione con aneddoti esilaranti

E ce ne sono capitati durante questi anni, credeteci!

Più difficile è far capire quanta passione ci vuole per fare quello che fa un promoter, ancora lucido e paziente nonostante la stanchezza di stare in piedi per tante ore, in un posto affollato e caldo.

Però è un lavoro che nonostante non sia fisso e non riesca a garantire l’indipendenza economica, ci piace molto.

Siamo convinti che i giochi in scatola siano in continua evoluzione e vedere quale impatto hanno sulla gente, stabilire un contatto, anche se solo per una manciata di minuti con qualcuno che condivide la tua passione, può fare piacere tanto quanto il compenso che ne deriverà

Non esagerare caro, ti ricordo che il compenso ci farà arrivare altri giochi nuovi a casa!

Già, vero anche questo. Se almeno un po’ della nostra passione si è intravista da queste parole sparse a casaccio, allora la prossima volta che vi trovate un promoter davanti offritegli un caffé (anche metaforico) da parte vostra e nostra, perché dietro al sudore avrà ancora l’energia per spiegarvi un gioco che ha già spiegato decine e decine di volte nell’arco del giorno.

Quindi buon caffé e buon gioco a tutti!

Podcast bestiali

Magari c’è qualcuno che non lo sa, ma siamo praticamente ospiti fissi di un podcast messo in piedi da quei grandi di GiocoMagazzino, Marco Grande Arbitro e Giuliano Molle.

Vuoi dire che ci siamo infilati a forza nella trasmissione con la speranza di rubarglielo o rovinarlo dall’interno nel caso non ci riuscissimo

Direi che stiamo facendo un grandissimo lavoro, dato che il podcast è in pausa da un bel po’ di mesi

Ma giusto ieri è stata pubblicata la nuova puntata con un ospite d’eccezione: il grande mago LUDUS… ehm intendevo dire il grande Tuxx

Già che ci state seguendo, vi consigliamo anche di seguire il blog di GiocoMagazzino, pieno di tante corbellerie nerd

Ma io non sono nerd!

Sì, ok, convinciti. Se non avete seguito proprio nessunissima puntata del podcast vi invitiamo a recuperarle, anche quelle in cui non siamo presenti.

Soprattutto quelle in cui facciamo delle figuracce come l’omaggio a Eduardo De Filippo

Non me la ricordare. Vorrei morire ancora adesso. Perché quella dove abbiamo inventato una storiella natalizia?

Aspetta… cosa sono tutti questi ricordi? Sento puzza di imbroglio, che di solito ogni mercoledì pubblichiamo qualcosa!

Vabbé ma facevamo per… cioé è uscita la puntata nuova di GiocoMagazzino dopo tanto tempo, mi sembrava più importante… no?

Quindi non abbiamo niente, vero?

Già

Va bene, capito. Buon ascolto di podcast a tutti allora!

E BuonGioco da MariPanda e DiegoTanuki!

Quando un panda e un procione sognano…

E dopo un bel cinghialone pesante pesante, passiamo a un addolci-serata, quei filler-dessert che rendono ancora più lieta una serata logorante ma soddisfacente passata a rimuginare sulla migliore tattica per arrivare alla vittoria.

Abbiamo giocato a Nyet. Non era un tedescone. E hai pure perso.

When i Dream è un gioco molto semplice di carte e deduzione, in cui il giocatore di turno farà il sognatore e indosserà una maschera da notte

E battute sconce si sprecano mentre lo fa

Chi indossa la maschera deve indovinare quante più parole possibili entro un giro di clessidra standard, al termine della quale deve provare a raccontare ciò che ha sognato, includendo tutte le parole che è riuscito a indovinare (anche se non sa ancora quante e quali)

O se siete pigri, potete solo elencare le parole, è più triste ma va bene uguale

Il sognatore prenderà un punto per ogni parola che è riuscito a indovinare e due punti aggiuntivi se è riuscito a ricordarle tutte (e se sta giocando Mari state sicuri che le indovina tutte e si ricorda ogni cosa)

Gli altri giocatori invece interpretano gli spiriti dei sogni. Si distribuiscono i ruoli, che restano segreti fino alla conta dei punti

Nel gioco quindi avremo un sognatore, e gli spiriti del sogno che possono essere: Fate, BauBau o Sandman

Dopo aver letto (mentalmente) la parola che il sognatore deve indovinare, ogni giocatore dà un indizio formato da una singola parola. Ad esempio, mettiamo che la parola da indovinare sia “Scarpe”. Se siete Fate, cercherete di dare indizi molto chiari perché le fate fanno un punto per ogni parola che il sognatore riesce a indovinare. Quindi un buon suggerimento potrebbe essere “piedi”, “lacci” o “suola”.

Se invece siete il BauBau prendete punti solo per ogni parola che il sognatore sbaglia o salta. Allo stesso tempo però non potete allontanarvi troppo dalla parola da indovinare perché altrimenti la carta della parola verrà messa di fronte a voi e prenderete penalità (un punto in meno a carta). Quindi rimanendo con l’esempio della scarpa potreste dire “sport” o “marciapiedi”.

Il Sandman è il ruolo che rende il gioco più sfizioso perché cerca sia di far indovinare che di far sbagliare. Il Sandman infatti confronta carte indovinate e sbagliate, se coincidono guadagna un punto per ogni carta indovinata più due punti extra, se c’è la differenza di una carta guadagna un punto per ogni carta nella fila più numerosa, se la differenza di carte è superiore guadagna punti per ogni carta nella fila meno numerosa.

Cosa rende speciale questo gioco? Intanto si presenta benissimo, con un valore di produzione davvero alto. Le carte sono grandi e con illustrazioni davvero ispirate “alla Dixit”, e poste dentro un letto di plastica, cosa che rispetta il tema del gioco. Anche i token dei punti sono a forma di nuvole, stelle e lune. Perfino la maschera da notte è illustrata!

Le carte hanno due illustrazioni e quattro parole (fronte e retro). A ogni turno si usa però solo una parola (la testiera del letto copre la parola in alto), quindi avendo quattro parole per ogni carta ed essendoci 110 carte, vuol dire che avrete 440 parole da indovinare. Direi che passerà molto tempo prima che sentiate il bisogno di un’espansione

Le illustrazioni (con)vincono già per il concept di base: dato che ogni carta ha due parole, anche l’illustrazione cercherà di contenere le due parole. A volte il risultato è di facile ideazione: la carta ha barba e orso e nell’illustrazione troviamo un anziano con la barba e degli orsi polari. Ma a volte c’è molta più fantasia: per illustrare Frittata e Collina, il disegnatore ha fatto un piatto con dentro una frittata rialzata e sopra la frittata un escursionista e alberelli di basilico.

Abbiamo qualcosa di cui lamentarci? Che poi ci dicono che siamo troppo buoni!

Volendo sbagliare modi di dire e fare le pulci all’uovo, direi che per il sognatore diventa subito facile capire chi sta suggerendo bene, e il compito del Sandman (e del BauBau) è più difficile rispetto a quello della Fata. E quindi se siete fissati col bilanciamento e l’equilibrio o siete troppo competitivi rischiate di rovinare la festa.

Non c’è modo peggiore di giocare (e creare malumore) che fare i pignoli sulla parola e magari non lasciar passare al sognatore “automobile” se ha detto “auto”. Bisogna essere flessibili e capire che l’importante è aver compreso qual è il soggetto. Del resto i sogni non sono mai film in alta definizione, no?

Altro elemento che potrebbe non piacere è la clessidra: ci sono persone che cadono facilmente preda dell’ansia e incespicano sugli indizi.

A questo proposito un utente di BGG ha suggerito di non usare il tempo, e concedere al sognatore un massimo di trenta suggerimenti. Senza la pressione del tempo, gli ansiosi saranno più sciolti e la durata non si allunga di molto.

Non abbiamo provato questa variante, ma ci incuriosisce.

L’utente ha scritto poi di averci giocato usando le parole di Nome in Codice. Francamente è una cosa veramente triste (e per quel che ne so forse anche illegale). E poi le parole di quel gioco sono meno adatte a questo gioco.

Piuttosto che rovinarvi l’esperienza per risparmiare, vi invitiamo a godervi When i Dream.

Per propiziarvi le partite abbiamo richiamato in causa una delle nostre altre passioni, l’animazione, selezionando tre coppie di illustrazioni del gioco e abbinandole a tre corti animati.


Per lo Scheletro e il Ballerino abbiamo scelto uno dei nostri corti preferiti, e uno di quelli davvero importanti per l’animazione. Si tratta della Danza degli Scheletri (1929), disegnato dal genio troppo poco celebrato di Ub Iwerks, l’uomo che disegnò Topolino insieme al suo amico (e in futuro nemico, ma è una lunga storia…) Walt Disney.

A proposito di Topolino, il Ratto e l’Orchestra ci rimandano direttamente a L’Ora della Sinfonia (1942). In quel periodo Paperino viveva il suo momento d’oro e Walt Disney Production investiva meno soldi sui corti di Topolino, considerato ormai in declino come gradimento. Tuttavia questo corto rimane divertentissimo anche oggi, a ben 66 anni dalla sua creazione.

Ci sono tanti cartoni animati che vorremmo mostrarvi ma dato che ne abbiamo consigliati due strafamosi, l’associazione Campana e Cuore ci conduce a The Last Belle (2011), corto di Neil Boyle, un animatore che ha iniziato la sua carriera lavorando a Chi ha incastrato Roger Rabbit.

Speriamo che anche questo pezzo sia stato di vostro gradimento, e chissà se anche gli androidi giocano a When I Dream…

Mythos vs Sherlock Holmes Consulente Investigativo (senza spoiler)

Ormai dovreste aver colto la nostra predilezione per i giochi ambientati nel cosmo di Lovecraft

E quella per i giochi narrativi. Quest’anno abbiamo colto l’opportunità per aggiungere alla nostra fantasmagorica collezione Mythos, edito da MS Edizioni.

Il gioco prende lezioni da Sherlock Holmes Consulente Investigativo, pubblicato in Italia da Asmodee, gioco che con più di 35 anni sul groppone desta ancora l’interesse dei giocatori, tanto che è in arrivo un’espansione che ci trascinerà (anche) nel mondo malato di Jack Lo Squartatore

Ma se c’è da parlare di “mondo malato” allora il vincitore è sicuramente Mythos. Il mondo di Lovecraft straripa di creature orrorifiche e situazioni angoscianti. Una roba… dell’altro mondo

I materiali di Mythos, foto di kainarchy

Ecco che incomincia coi giochi di parole. Però sì, la prima grande distinzione da fare è proprio l’ambientazione. Dovendovi indirizzare all’acquisto, se siete indecisi tra i due, io direi di seguire i vostri gusti letterari, e propendere per Arthur Conan DoyleHoward Phillips Lovecraft prima ancora di dare un occhio al gameplay

Gameplay che in fondo in fondo è simile tra i due giochi. Il caso vi viene introdotto dal vostro mentore (Sherlock Holmes o il prof. Armitage della Miskatonic University a seconda del gioco), e generalmente questa introduzione contiene già qualche indizio… magari un nome su cui indagare

Se avete un nome di una persona da interrogare o di un posto da visitare potete controllare l’annuario/rubrica alla ricerca di una voce da rintracciare nel libro dell’avventura in corso, e leggerne il paragrafo

Altri indizi possono essere forniti dal giornale in allegato, che reca notizie e annunci vari relativi al giorno del delitto

Così come la mappa è utile – anzi, indispensabile – per seguire percorsi e capire cosa c’è nei dintorni

Si continua a visitare luoghi, interrogare persone e cercare indizi finché non si arriva a districare il bandolo della matassa

Iniziamo a parlare delle differenze. La più palese riguarda il sistema di punteggio: in Sherlock Holmes il giocatore ottiene un punteggio sommando i punti ricevuti rispondendo correttamente al questionario finale e sottraendo punti per ogni località visitata e lo confronta con quello del detective pipadotato, che parte da cento ed è praticamente impossibile da battere.

Sì. Ed è una cosa che mi irrita un po’. C’è stato un caso in cui l’odioso inglesotto drogato ha visitato solo 4 località. Questo è BARARE!

Ehm… ok calmati. Il percorso di Armitage invece ci è sempre sembrato più onesto, il più delle volte simile al nostro anche.

In questo caso è proprio Armitage a decretare la vostra bravura, a seconda del punteggio capirete se siete incompetenti, bravi abbastanza, o talmente bravi da meritare una pausa (il ché vuol dire avere meno tempo nel caso successivo! ARGH!)

Il tempo è un’altra differenza. In Sherlock Holmes spetta al giocatore rendersi conto se si sta andando troppo per le lunghe. In Mythos invece abbiamo un comodo schemino e due token, uno indica il round il corso all’interno della settimana (da lunedì a domenica, mattina, pomeriggio e sera), l’altro il limite secondo il quale il prof. Armitage consiglia di finire le investigazioni

Forse avevi ragione… Non dovevo bere…

L’avere sempre sotto occhio il tempo ci addossa una pressione angosciosa. Detta così non sembra ma è una cosa positiva.

C’è da dire che in Mythos, se andate in un luogo che non ha un paragrafo, dovrete segnarlo come tempo perso (non viene tenuto in considerazione ai fini del punteggio). E a volte, se si segue la pista sbagliata o si effettua un incontro pericoloso, c’è il rischio di perdere altro tempo.

In compenso anche in Sherlock Holmes esistono piste false e magari prima di accorgersi che è un vicolo cieco si spende diverso tempo (e diversi incontri inutili)

Il materiale di Sherlock Holmes. Foto di Fedow

Generalmente Mythos ha qualche aggiunta che rende più varia l’avventura. Ci sono ad esempio le carte numerate, che si ottengono durante l’indagine. Se la carta 1 è una chiave ad esempio, dovrete tornare nel luogo in cui serve, magari lo avete già visitato ma non avendo la chiave non potevate aprire una porta.

Oppure succedono cose diverse se andate lì la notte piuttosto che la mattina. E avendo a che fare col soprannaturale, potreste anche impazzire o venire ferito. Il fatto che le scelte possano avere conseguenze è molto più coinvolgente di semplicemente andare lì e vedere cosa è successo

In Mythos trovate qualche materiale inutilizzato, che servirà a una futura espansione.

Ma per Sherlock Holmes trovate anche casi aggiuntivi gratuiti fatti dai fan, come quella fatta da Teooh! e che trovate qui.

Ok, ma alla fin fine, qual’è meglio?

Beh, io consiglio entrambi. Ho trovato Mythos un po’ più facile rispetto a Sherlock Holmes, non solo per la questione del punteggio, ma proprio perché i primi due casi di Mythos sono più lineari, mentre Sherlock Holmes si dimostra già impegnativo al primo caso. “Un po’ più facile” non è un punto a sfavore, a nessuno piace “bloccarsi”

I casi di Sherlock Holmes. Foto di Fabio Mancino

Anche io non rinuncerei a nessuno dei due, credo che però vi abbiamo dato qualche idea su quale acquistare prima, tutto dipende dai vostri gusti.

Ovviamente la versione italiana è la scelta migliore, intanto è quasi obbligata per il tantissimo testo da leggere, poi perché di tanto in tanto arrivare dopo non è un male, dato che le versioni originali sono state funestate da typo e bug, corretti nelle versioni nostrane

In ogni caso i nostri complimenti a entrambi gli editori: hanno fatto un lavorone e spero che i giocatori italiani continuino a comprare giochi localizzati, perché questo trend positivo non può fare che bene al settore

Risparmia i complimenti per il segugio di Baskerville

Come no… il famoso panda segugio… vedi di non perdere tutta la sanità mentale piuttosto che non te ne è rimasta poi molta…

La maledizione dei componenti (quelli che mancano!)

Ormai non ce ne facciamo più un problema, ma noi abbiamo una statistica fuori dal comune riguardo ai componenti che misteriosamente mancano nelle scatole

Un attimo, non ce ne facciamo più un problema perché le aziende sono sempre pronte e gentili a provvedere al reso, quando possibile

Ovviamente! E ok, uno lo dà per scontato perché paghi un gioco e lo vuoi intero, ma è sempre piacevole che gli editori siano sempre gentili e a disposizione dei loro clienti

Abbiamo fatto una piccola conta l’altra volta, e abbiamo all’attivo più di quindici giochi che hanno avuto bisogno di un ricambio. QUINDICI! E siamo sicuri che alcuni ci sfuggono…

La procedura è sempre la stessa, contattare l’azienda e spiegare cosa manca e in quale occasione si è comprato il gioco

La cosa buffa è quando oltre a mancare componenti, ce ne sono in più, ovviamente inutili.

Recentemente ci è successo con Progetto Gaia. Avevamo 1 colonia mineraria arancione in meno ma 1 gaiaformer in più (del quale non ce ne facciamo nulla perché ovviamente al massimo se ne possono avere fino a tre). Ovviamente abbiamo ricevuto il pezzo senza problemi e in tempi brevi

Alcune volte abbiamo paura a chiedere perché a volte i componenti sono pucciosi e sembra che uno se ne voglia approfittare

Ci è successo con L’Isola Proibita dove mancava una miniatura artefatto, e anche con Carcassonne 10th anniversary dove mancava tutti i meeple di un colore

Mi ricordo anche due dadi squagliati nell’espansione Rise of the Demons di Quarriors. Abbiamo dovuto farceli spedire dagli Stati Uniti!

Per ridere abbiamo compilato la lista dei giochi in cui mancava un componente… la lista non è rigorosa, siamo sicuri che ci manchi qualche gioco all’appello, ma penso che sia abbastanza per farvi fare due sonore risate. E prima trovate anche un succoso fumetto a tema.

Questo pezzo è meno serio e articolato del solito, ma è il nostro modo per augurarvi un buon Ferragosto ludico!

Ciao a tutti e buon gioco!!!

Ecco la lista dei giochi marrani (i giochi sono marrani, non voi)!

  • Brass edizione americana = un componente (non ricordiamo quale, ovviamente è stato anche soggetto di uno scambio durante la nostra prima math trade, noi ancora giocatori ingenui non sapevamo che potevano mancare componenti dai giochi nuovi, e ci siamo beccati un feedback neutrale)
  • Carcassonne 10th anniversary = mancavano tutti i meeple di un colore, in compenso quelli di un colore c’era due volte
  • Quarriors rise of the demons = due dadi squagliati
  • I coloni di Catan edizione legno tedesco = due token numero e un dado
  • Kings of Tokyo = a una tessera mostro mancava la rotella dei punti vita
  • L’isola proibita = una miniatura artefatto
  • In viaggio con Marco Polo = una fustella intera stampata male
  • Oracolo di Delfi = la nave blu
  • Progetto Gaia = 1 colonia mineraria arancione in compenso abbiamo 1 gaiaformer di un colore in più
  • Mythos = la mappa di Arkham
  • Die Sternenfahrer von Catan = ce l’hanno dato senza i dischi di gomma da appoggiare sulle astronavi che la casa forniva gratis su richiesta perché senza di questi si rompevano dei supporti di plastica nelle astronavi quando gli agganciavi un componente (ovviamente non lo sapevamo e abbiamo rotto un supporto)
  • Sky Traders edizione francese = mancano alcune carte (il gioco è fuori produzione, la casa che lo ha prodotto non esiste più, ci attacchiamo! Unico caso in cui non abbiamo ricevuto sostituzioni 😦 )
  • Celestia = una pedina giocatore
  • Dungeon Saga = una miniatura
  • Il segno degli antichi = le lancette dell’orologio
  • Pandemia Contagio = un vetrino
  • Las Vegas Party = tutti i pennarelli

 

Le notizie che ci hanno colpito dalla GEN CON

Oltre allo Spiel che si tiene ad Essen, c’è un’altra fiera che attendiamo spasmodicamente, si tratta della Gen Con che si tiene ad Indianapolis.

Sì, come lo Spiel è il polo per le novità dell’anno riservate all’Europa, la Gen Con lo è per gli Stati Uniti, e di conseguenza ci interessa perché in parte vedremo già titoli che saranno presenti in quel di ottobre in Germania, e anche perché vengono fatti mille annunci pesi!

Ad esempio è stata annunciata la terza edizione di Arkham Horror, che non ci interessa perché abbiamo già la seconda con tutte le espansioni

TU DEVI ESSERE RINCRETINITO!

Eeeee… ok, metteremo la seconda edizione in vendita

Non vendiamo proprio niente. Vendo te piuttosto!

Come potete vedere dall’immagine a seguire, la mappa è modulare, e questa edizione sembra prendere il meglio degli ultimi giochi a tema Lovecraft. Ad esempio: le statistiche degli investigatori sono le stesse de Le Case della Follia, e gli artwork sembrano gli stessi di Arkham Horror LCG

Ci sono anche elementi presi dalle espansioni di Arkham Horror 2nd edition, come il fatto che ogni investigatore avrà una storia personale e quindi un motivo per recarsi ad Arkham, e nella scatola base sono presenti 4 scenari, la cui storia cambia a seconda se gli investigatori saranno bravi o meno nella raccolta degli indizi

A dire il vero speravo nella presenza di una companion App. Non ho proprio voglia di perdere la metà del tempo tra setup e piazzamento di carte e token durante il gioco, boh magari la annunciano dopo. Speriamo.

Uno dei miei giochi preferiti per due giocatori avrà uno spin off: Patchwork Express, una versione più veloce e semplice, coi pezzi-tetris più grandi di Patchwork

Sì, effettivamente me lo stavo chiedendo: com’è che non fanno una versione che dura meno e più semplice di Patchwork? Ci vuole una laurea per giocarci, sono sicuro che un bambino non potrebbe mai e poi mai capirlo!

Spera che non esca mai in italiano, sennò ti sparano

A proposito, sai che hanno annunciato un nuovo Munchkin?

Sì, Munchkin Dungeon, fatto dai mitici Andrea Chiarvesio ed Eric Lang. Potenzialmente mi interessa anche se sai che non sono una fan di…

No, aspé, io intendevo Munchkin Warhammer 40.000

Lo hanno davvero annunciato?

Sì, sempre alla GenCon.

E perché non gli scacchi di Munchkin? Anzi no, aspetta, Munchkin MasterChef! E poi Munchkin Gira la moda!

Ok, abbiamo capito, non vedi l’ora di giocarci, passiamo avanti.

Munchkin Caduta Libera? Così ci mettiamo anche una pedina con la faccia di Gerry Scotti!

Aspetta, cosa posso fare per farla smettere? Ah, ci sono! Hai visto DINOSAUR TEA PARTY?

Sìììììì! Ci sono i dinosauri! Che prendono il thé delle 5!!!!! A Essen lo prendiamo subito!!!

Finalmente! Ok, avete presente che Richard Garfield aveva detto che stava lavorando a un gioco che potenzialmente poteva ribaltare il mondo dei card game competitivi per come li intedendiamo? Bene, adesso abbiamo qualche dettaglio in più

Si tratta di un gioco in stile Magic ma l’approccio è tanto diverso da essere un genere nuovo (dicono)

Infatti ogni mazzo in vendita di Keyforge sarà unico e avrà carte utilizzabili solo con quel mazzo, poiché la lista delle carte e il retro sono casuali da mazzo a mazzo. Per ovviare alla differenza di potenza tra un mazzo e l’altro è previsto un sistema di handicap.

Quindi non si potranno modificare i mazzi, non si potranno usare buste colorate nei tornei probabilmente, e non ci sarà più sciacallaggio nella compravendita delle carte!

Beh però potrebbe esserci per la compravendita dei mazzi interi no?

Ehm, effettivamente potrebbe darsi… Una cosa è sicura, in un modo o nell’altro Keyforge ce lo ricorderemo, nel bene o nel male.

Un’altra notizia che ci interessa, uscita però prima della Gen Con, è l’edizione 10th anniversary di Pandemia, di cui vedete immagine qui sopra

Probabilmente non la compreremo, il gioco è quello sebbene i materiali siano migliori e con nuove illustrazioni. Però il fatto che tutto sia contenuto in una valigetta da pronto soccorso è davvero simpatico!

E con questa è finita la prima puntata di BoardGamingNews con Panda e Procione!

COSA? Era una nuova rubrica??? Perché non me lo dicevi che mi truccavo!

Urca, meglio di no…