MANCALAMARO a Lucca: Buona la prima!

elflum_smileMANCALAMARO è una realtà nuova in Italia e a noi non presenziando a Lucca

mari_dirottoCome ogni anno… siamo poveri, sigh!

elflum_behDispiaceva non essere passati dal loro stand a fare un saluto e avere i loro pensieri in presa diretta su quella che è stata “la prima Lucca” per loro

mari_entusiastaE allora abbiamo avuto l’occasione di avere da loro un commento non in presa diretta, ma indiretta. Capitto? Diretta… Indiretta…

elflum_uffMamma mia a che livelli bassi siamo.

mari_smile2Ci hanno risposto Simone e Giovanni, evidentemente due gentilcalamari che non dimenticano il saluto. Il mio animale domestico è un polpo, magari potremmo farli incontrare.

mancalamaro-calamaro-interesseludicoBuonasera Diego & Mari! Ci stiamo ancora riprendendo dopo l’intensa settimana del Comics…
Insomma, per noi in qualità di MANCALAMARO era la prima esperienza di Fiera come espositori, a fronte delle mille Fiere vissute da ospiti; è stata sicuramente una prima molto buona ed interessante, ci siamo presentati con un catalogo già molto ricco e i feedback di chi ha giocato ai nostri tavoli sono stati tutti molto buoni.

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elflum_parlaIl catalogo della MANCALAMARO annovera molti titoli IELLO. Giochi che hanno un colpo d’occhio fantastico sul tavolo. Scommetto che avrete avuto un buon riscontro da Kanagawa dato che il tema orientale acchiappa sempre.

mancalamaro-calamaro-interesseludicoKanagawa è stato sicuramente il titolo più amato e più venduto, seguito a ruota da Le Montagne della Follia, Pocket Madness, il classico King of Tokyo, Oceanos e La Foresta Misteriosa. Ad ogni modo, tutti i titoli si son fatti rispettare, dai Mini Games ai titoli in latta della Bombyx (Capitan Carcassa e La Banda dei Pinguini) e con grande piacere abbiamo anche constatato la felicità dei giocatori per titoli tipo The Boss e Niente da Dichiarare.
Potremmo sicuramente definirlo un ottimo esordio, che ci lascia ben sperare per il futuro della nostra casa editrice.

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elflum_smileSimone e Giovanni sono stati così gentili da darci anche l’occasione di sbirciare da una finestra sul presente e ingolosirci sulle loro prossime offerte, con un titolo che era nei primi posti della classifica di gradimento di BGG sui giochi disponibili allo Spiel 2017 di Essen.

mari_parlaTitolo che però hai spoilerato nell’immagine di apertura, bravo Diego.

elflum_XScusate, non ho saputo resistere!

 

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mancalamaro-calamaro-interesseludicoOra siamo già al lavoro per finire di preparare l’edizione italiana dei prossimi titoli IELLO e alcuni altri titoli di varie case editrici con cui abbiamo stretto rapporti di collaborazione. Il nostro intento è quello di andare a coprire con altri titoli le possibili lacune del primo catalogo e andare ad offrire una gamma di giochi interessanti anche per giocatori più navigati, oltre che per le famiglie a cui ci rivolgiamo con la maggior parte dei nostri giochi. Il primo passo sarà la localizzazione di Bunny Kingdom di Richard Garfield e poi si vedrà…

elflum_parlaA questo punto penso che sia l’ora di chiudere l’articolo perché i nostri ospiti della MANCALAMARO dimostrano di essere un po’ alticci.

mari_smile2Sì, ci hanno augurato un buon lavoro, penso sia evidente che non ci conoscano bene o abbiano bevuto troppo!

elflum_smilePersonalmente sono contento di questo momento felice per l’editoria italiana. Almeno ci saranno più giochi sui tavoli e non dovrò più leggere i regolamenti IELLO in inglese.

mari_smile2Ma dovrai leggerne tanti in italiano in compenso perché lo sai che li avremo tutti!

elflum_dirottoSIGH

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Interesse Ludico offre: Kikkasai

No, non vi spediamo il gioco a casa, non siamo ricchi.

Kikkasai è un piccolo gioco di dadi (pagina BGG del gioco qui) creato da Takahiro Shinozaki, che verrà venduto all’imminente Spiel 2017.  Dato che il gioco è semplice, che i materiali sono di semplice reperibilità, e che l’autore ha reso disponibile il regolamento, abbiamo deciso di tradurlo per voi.

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Tutto quello che vi serve per una partita a quattro giocatori sono dieci dadi bianchi, dieci dadi gialli, dieci dadi arancioni, quattro dadi neri e una borsa dei dadi, se avete la metà dei dadi potrete giocare in due (mentre con sette dadi di ciascun colore e 3 neri potrete giocare con altri due amici). Ovviamente se siete interessati al fortunoso gioco l’invito è quello di comprarlo.

Trovate qui il regolamento: Kikkasai_IT

Forgialo ancora, Sam! – Dice Forge

mari_parla Quella che segue è una storia triste, fatta di abusi e maltrattamenti. Da quando era piccolo Diego, il vostro tanuki, veniva bistrattato e maltrattato, considerato inferiore, essere pessimo, stupido come una pietra, mente abietta, anche un po’ puzzolente e…

elflum_rabbia2Non starai esagerando vero? Come ti permetti di dire che puzzavo? Ma insomma! Ti avevo detto di fare un’introduzione per dire che sono daltonico e mi dipingi come Sloth dei Goonies.

mari_uffAncora oggi i produttori di giochi se ne fregano e continuano a produrre giochi con cubetti marrone-rosso-verde, incuranti del fatto che il nostro povero tanuki fa molta fatica a distinguere questi colori.

elflum_behNon sono mica l’unico eh, si dice che dal 4% all’8% della popolazione mondiale sia daltonica, mica poco!

mari_smile2Amore, fai parte di una minoranza. Come gli appassionati di jazz e quelli che preferiscono i film DC ai Marvel.

elflum_parlaDevo farti notare che sei un panda? Dovresti essere l’alfiere delle minoranze.

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mari_smile2Per questo motivo in occasione del suo compleanno non ho suggerito Century, per non metterlo a disagio con tutti quei cubetti di colori simili (per lui)

elflum_risolutoLa verità è che ti scoccia quando ti chiedo il colore dei cubetti sulle carte e della merce.

mari_entusiastaQuindi ha ricevuto in dono Dice Forge!

elflum_XMa stavamo parlando di Century! Vabbé tanto compreremo la golem edition, con quello non avrò problemi, alla faccia di tutti gli aficionados german adoratori di cubetti e delle illustrazioni dall’estetica rinascimentale!

panda_broncioInvece di allontanare la già poca utenza con gli insulti, perché non spieghi il gioco, caro?

elflum_spacconeDice Forge! Gioco di Régis Bonnessée da 2 a 4 giocatori, dalla durata media di 45 minuti. Gimmick del gioco? La possibilità di forgiare i propri dadi cambiandone le facce con altre acquistabili. Se siete come me e mari solo questo basta a farvelo comprare.

panda_normaleFortunatamente i pregi non si fermano qui. Il gioco è veloce e lanciare i dadi è sempre soddisfacente.

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La plancia del giocatore con i tracciati rispettivamente di: oro, frammenti solari, frammenti lunari e punti vittoria

elflum_smileA inizio turno ogni giocatore lancia i dadi per accumulare risorse e punti vittoria. Dopodiché solo il giocatore attivo può per prima cosa attivare le proprie carte che abbiano la rotellina, una volta per carta e nell’ordine che preferisce, e poi fare un’azione, che consiste nel comprare facce di dado (quante si vuole ma diverse, finché si può pagare ovviamente) oppure una carta. Le risorse sono oro, frammenti lunari e frammenti solari. Con l’oro compri le facce di dado, con i frammenti lunari e solari compri le carte, che danno punti vittoria e/o risorse, immediatamente se hanno il simbolo del fulmine (le classiche istantanee), una volta a turno quando attivate (quelle con la rotella di cui sopra), oppure ogni qualvolta si verifica la condizione (hanno il simbolo della clessidra) anche fuori dal proprio turno. Alcune carte hanno altre abilità descritte chiaramente in un compendio aggiuntivo e che aumentano a volte l’interazione con gli avversari.

panda_normaleIl giocatore attivo, prima di passare il turno può decidere (solo una volta) di fare un’altra azione al costo di due frammenti solari. Per comprare una carta si deve spostare la propria pedina nella casella dell’area che la contiene e lasciarla lì. Se durante il turno degli altri giocatori si viene scacciati, si porta la propria pedina sul portale di partenza e si ha diritto a rilanciare i dadi accumulando risorse. Si continua così fino all’ultimo turno, a seconda del numero di giocatori il nono o il decimo. I punti vittoria accumulati e registrati nella propria plancia sommati a quelli delle proprie carte daranno il vincitore

elflum_risolutoDice Forge è un gioco che ha più di una ragione per non piacere. Il gioco è molto veloce e si ha la sensazione di correre troppo. Che si finisca la partita al nono turno o al decimo turno non si ha una sensazione netta di chiusa e si è poco soddisfatti dell’ultimo turno, in cui il primo giocatore dopo che ha giocato continua ad accumulare risorse senza poterle spendere. O magari è una mia impressione. Fatto sta che il primo giocatore è più svantaggiato perché è vero che gioca prima, ma è anche vero che potrebbe avere meno risorse al momento di compiere l’azione, e quindi vedersi soffiare la faccia di dado “preferita”. C’è una regola per bilanciare, ovvero il primo giocatore riceve già una quantità d’oro base (e gli altri giocatori a seguire, anche se meno) ma questa regoletta non mi ha dato l’impressione di bilanciare bene o risolvere il problema.

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panda_broncioAspetta, stai parlando di bilanciamento in un gioco di dadi? Per quanto le scelte possano essere determinanti, e comprare la carta giusta al momento giusto può far molto, resta comunque un gioco di dadi. Approcciarsi con pretese testosteroniche german è assolutamente sbagliato.

elflum_XE poi con la mia solita fortuna… Del resto sono fortunato in amore, vero? Concordo che questo non sia il gioco dove aspettarsi il determinismo assoluto. Piuttosto, se dobbiamo davvero menzionare un difetto che trovo non trascurabile, è la dotazione di carte. Teoricamente i due set in dotazione potevano essere sufficienti, ma nella realtà il set base è fin troppo “per principianti” e finirete per giocare da subito con il set avanzato, senza mai tornare indietro. Quindi si può dire che ci sia solo un set di carte e che avrebbero potuto metterne MOLTE di più. Tutto questo puzza di espansione programmata ancora prima che nascesse il creatore del gioco, figuriamoci il gioco. Con un solo set di carte, la sensazione di ripetitività si palesa già a distanza di poche partite, non appena affiorano i propri acquisti preferiti.

mari_smile2Il gioco però è gradevole da giocare ma soprattutto da guardare. Craftare i dadi è bellissimo, gli artwork sono stupendi, i colori mettono gioia, e gli inserti in plastica organizzano tutto in maniera meticolosa (non appena si fa l’abitudine coi simboli) e adoro i giochi che riutilizzano la scatola a fini di gameplay. Purtroppo le carte, una volta imbustate non combaciano a dovere con il resto del tabellone, ma non dovendo essere mischiate direi che si può anche fare a meno di imbustarle. Il materiale usato per i dadi invece è plastica dura, e usando le facce come leva sono facilissime da estrarre, e non mi sembra che siano particolarmente soggette a usura per fortuna.

elflum_uffI difetti sopra elencati però potrebbero essere sufficienti a non apprezzare il gioco (o non abbastanza da volerlo comprare), per cui consiglio di provarlo.

mari_entusiastaIo invece consiglio di comprarne due copie. La meccanica è così originale che al momento è un gioco che non ha veri competitor e la durata sotto i 40 minuti spinge a una seconda partita. Promossissimo!

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Level 9 o numbernine…numbernine…numbernine…

Ci sono giochi che falliscono nell’intento di incuriosire dalla scatola e uno di questi è Level9 o Nmbr9 per gli ameriggani, titolo forse più accattivante, che richiama il nonsense beatlesiano e soprattutto Lennoniano, per il quale gli statunitensi provano tanto affetto, a prescindere dalla comprensione o meno.

Le regole del gioco invece sono semplicissime da capire! A ogni numero si gira una carta, che illustra uno dei numeri da piazzare davanti a sé, vanno da zero a nove. L’obiettivo è quella di fare punti creando più livelli di tessere. I punti si ottengono moltiplicando ogni numero per il livello in cui si trova, il primo livello è considerato il livello 0 e nessun numero qui piazzato farà punto.

A partire dal livello 1 ci sono alcuni obblighi di piazzamento da rispettare:

  • Il numero deve essere visibile
  • Il numero deve essere piazzato accanto a un altro numero e condividere un lato con esso, nel caso si voglia piazzare il numero su un livello in  cui è già presente un numero
  • A partire dal livello 1, il numero deve appoggiare completamente sulle caselle delle tessere sottostanti e almeno su due numeri.

Praticamente le regole sono tutte qui e una volta aperta la scatola, un misero foglietto illustra il regolamento con tanto di esempi. E si pensa subito: ok è troppo semplice, avrò buttato soldi.

Mai prima impressione fu più errata. Si inizia la primissima partita con poca convinzione e subito ci si scontra con la perfidia di Peter Wichmann che ha studiato delle forme apparentemente semplici, ma tendenzialmente diaboliche. Wichmann, non ti conosco, ma devi essere una persona molto cattiva.

Si è sempre convinti della propria creazione, ma poi esce il numero 9, e sei costretto a metterlo in un livello dove fa pochi punti o peggio ancora, al livello zero, dove non ne fa affatto.

Ogni numero è ripetuto due volte, per un totale di venti carte. Ogni partita è quindi veloce, e la voglia di giocarne subito un’altra diventa un’ossessione. Alla terza partita qualcuno al tavolo guarderà l’orologio e dirà “beh raga, facciamo un’altra volta per caylus che magari poi facciamo una certa e devo alzarmi presto”.

Anche questa volta, Caylus un’altra volta!

 

Un altro plauso va fatto alla scatola o meglio, all’inserto contenuto, che divide e mostra i numeri in maniera efficace, tanto da voler sempre mettere tutto al centro del tavolo. Quindi…

Level9 ci ha insegnato a dare una possibilità a qualsiasi gioco, scavalcando i pregiudizi!

Tranne a Dominion. A Dominion non ci gioco, ecco.

E dopo tanto tempo… Catan! Ci piace ancora?

elflum_spaccone Questa settimana abbiamo avuto modo di incontrare alcuni amici che, vivendo a Londra come Francesca Alotta, vediamo ormai di rado. Solitamente la prassi è una serata nella loro camera in affitto, aggiornamenti sullo status della famiglia, del territorio e del lavoro (se ci sono aggiornamenti ovviamente) e una partita a Coloni di Catan.

panda_normalePer giocatori ormai esperti come noi, rimettere sul tavolo un gioco così vecchio è come andare a una di quelle riunioni coi parenti che non vedi mai, e al cui solo pensiero inizi a far rotolare gli occhi e chiederti “non potevamo fare altro”?

elflum_feliceIn realtà non abbiamo mai perso affetto verso i coloni di catan, anzi lo abbiamo spesso difeso da tante e tante critiche che il german gamer duro e puro riversa veementemente nei forum.

panda_normaleSolo che abbiamo tanti altri giochi da far provare! Non facciamo altro che accumulare e accumulare…

elflum_spacconeAspetta di chi sarebbe la colpa?

panda_normaleEhm… entrambi?

elflum_spacconeSe ci fosse stato un montepremi in palio lo avresti perso tra le risate generali del pubblico.

panda_broncioLa solita gentilezza.

elflum_felicePur amando ancora oggi Catan, effettivamente è impossibile non notare come ci siano tanti aspetti che farebbero storcere il naso agli editor, figuriamoci ai giocatori.

panda_normaleIl setup ad esempio è già drammatico di suo. Per una partita a sei giocatori ci vuole abbastanza spazio e le tessere terreno andrebbero disposte casualmente, creando degli squilibri tra una zona e l’altra. Noi risolviamo la vicenda scambiando di posto qualche tessera, in maniera che non ci siano zone con lo stesso tipo di terreno. Ricordo che per qualche tempo abbiamo usato una app che si chiamava Better Settlers che mostrava una disposizione delle tessere e dei numeri ottimale.

elflum_spacconeApp che poi era stata rimossa dallo store per motivi di diritti. Non so se adesso è di nuovo disponibile. A proposito di numeri: anche la disposizione di questi è casuale. E anche qui si risolve sistemando manualmente i numeri in maniera tale che quelli rossi non siano troppo vicini tra loro.

panda_normaleIn realtà nella versione base i token coi numeri hanno sul retro hanno delle lettere in maniera tale che, disposti nel corretto ordine, si abbia una disposizione più equilibrata. Ma noi ovviamente abbiamo la versione super-mega-figa interamente in legno e quei token sul retro non hanno nulla.

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elflum_spacconePer quanto possano essere equilibrate la disposizione di tessere terreno e numeri, in realtà potrebbe non contare granché. Perché l’approvigionamento delle risorse è in balia dei dadi. Potreste avere un 6 o un 9 ad esempio e questi numeri potrebbero non uscire con la frequenza che vi aspettate. Ed è difficile che le risorse siano tutte disponibili e frequenti in diversi momenti del gioco. Nella nostra partita ad esempio c’era poca legna perché tra i numeri con i quali poteva uscire la legna uno era difficile uscisse (12) un altro usciva poco (5).

panda_normale La disposizione iniziale della prima coppia di colonia e strada. Aiuto! Se si gioca in quattro e si è ultimi a piazzare è meglio non guardare il tavolo, perché è sicuro che vi soffieranno i numeri più interessanti.

elflum_spaccone E con la mia solita fortuna, ero io l’ultimo, e giocavamo in sei. L’ultimo giocatore però ha un vantaggio che nessun’altro giocatore ha sul tavolo. Ovvero può piazzare le due colonie e le due strade consecutivamente. Il dubbio però è atroce: in teoria conviene mettere le strutture assieme, attaccate, così si è facilitati nel prendere i due punti bonus per la strada più lunga. Però preferisco non farlo perché se un giocatore ti chiude entrambi gli sbocchi hai praticamente finito di giocare. Meglio allora metterli separati, ma di quanto? Se sono troppo vicini c’è lo stesso problema di cui sopra, se sono troppo lontani è facile continuare a sviluppare solo una delle due strutture, ignorando l’altra.

panda_broncio E sei comunque l’ultimo a giocare, uno svantaggio non da poco! Per ovviare a questo problema si è ricorso a uno stratagemma che un po’ rompe il gioco: si può costruire al di fuori del proprio turno, appena un turno finisce e prima che il giocatore successivo tiri i dadi. Una cosa che effettivamente risolve il problema di essere ultimo ma che a lungo andare rende quasi inutili i propri turni, dato che a volte si tirano i dadi, non si riceve nulla e si passano i dadi al giocatore successivo.

elflum_risolutoIl paradosso succede quando un giocatore vince costruendo fuori dal proprio turno. In quei casi come dice Zerocalcare: stacce.

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panda_normaleIl problema maggiore rimane sempre il dado. Io non sono riuscita a fare quasi nulla di quello che volevo proprio perché i dadi non mi erano favorevoli e le risorse non arrivavano. Poi c’è l’incubo del 7, con giocatori imbarazzati che non vogliono fare torto e i poveretti vittime del predone che la prendono quasi sul personale. O le volte in cui esce lo stesso numero per più di due/tre turni. Senza che ti arrivi nulla in mano Certo c’è la fase del commercio ma…

elflum_spaccone Ti ritrovi sempre al tavolo qualcuno che se ne approfitta. La legna esce di rado? Dammi due risorse in cambio di una! Oppure aspetta, uso la carta sviluppo monopolio, datemi tutto!

panda_irritataGuarda che quello che se ne approfittava eri tu!

elflum_felicePerché giocare a I coloni di Catan oggi allora?

panda_broncioStai cambiando discorso, non hai nemmeno un minimo di pudore.

elflum_felicePerché nonostante abbia diversi difetti che giochi successivi sono riusciti a eliminare del tutto, Catan resta divertente. Ovviamente resta un ottimo gateaway, perché è leggero e instilla nella mente dei neofiti tanti argomenti ricorrenti come la gestione risorse, cercare una strategia per fare i punti vittoria e l’interazione diretta durante la fase di commercio. Quest’ultima fase tra l’altro è una delle cose migliori che si sia mai vista in un gioco in scatola, e fa capire bene, magari a livello subconscio, perché si parla di gioco intelligente.

panda_normaleIo non uso mai il commercio. A ben pensarci, non conviene scambiare, se non nelle fasi iniziali, perché si finisce per avvantaggiare l’avversario inutilmente.

elflum_risolutoCerto, ma rimane il fatto che è facile andare oltre al gioco, scherzare tra amici e farsi tante risate. Uno dei giocatori era inglese non parlava in italiano. Quando gli ho chiesto del carbone la parola ore mi è uscita con una pronuncia strana e sembrava whore. Quindi quando ho detto “i want a whore” beh…

panda_normaleI soliti volgari, meno male che io alzavo la media.

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panda_broncioPerché mi fissi?

elflum_feliceOvviamente bisogna prendere Catan per quello che è e non pretendere troppo. Ma non esagero quando dico che ci sono giochi più seri, dritti e meccaniche più profonde che mi divertono molto meno. Quindi la domanda non è tanto se ci sono giochi migliori de I Coloni di Catan, ma se ha ancora senso giocarci oggi, nel 2017, se diverte ancora. E la risposta per noi è sì. E per voi?

Airlines Europe (no, non Pandemia Legacy) – Rece a 4 zampe e una testa

elflum_felice Heilà quanto tempo! In effetti sono mesi che non vi rallegriamo con i nostri pezzi. Ma c’è un motivo ben specifico che…

Mari, cosa stai facendo???

 

panda_normaleNiente, niente, mi preparo, tu continua.

 

elflum_risolutoIl fatto è che preferiamo comporre contenuti che abbiano un loro perché, evitando di scrivere cose che potreste trovare da gente senz’altro più competente di noi.

 

panda_normale Tipo Recensioni Minute, Gioconomicon, Balena Ludens, ilsa, Sgananzium, Miss Meeple, il Dado Critico, tutto il cast della tana dei goblin, Giocomagazzino e tanti altri. A dire il vero sarebbero più competenti di noi per quanto riguarda i giochi in scatola anche le giovani marmotte, un gruppo di carlini che giocano a curling, il menhir sulle spalle di Obelix , le statue Moai dell’isola di Pasqua, la mia moka che gorgoglia la mattina…

elflum_risoluto Penso che abbiano afferrato l’idea. GRAZIE MILLE MARI.

 

panda_normaleSempre lieta di essere utile!

 

elflum_risolutoUtilissima. Insomma, pur volendo dire la nostra cerchiamo di non accavallarci ad altri pensieri che potreste trovare altrove, rendendo i nostri superflui. Non è una cosa perentoria, dipende da caso a caso di quale gioco o argomento tratteremo, siamo certi però che qualora decidessimo di parlare di giochi  già recensiti altrove, qui trovereste un’opinione differente perché non potremmo mai rinunciare al nostro taglio.

pandaprocioneairlines001elflum_spaccone Di che parliamo dunque in questa recensione? Perché nonostante la vagonata di titoli presentati allo Spiel, siamo poveri e non abbiamo ancora provato nulla di nuovo. Anzi, spesso approfittiamo di occasioni per recuperare titoli da tempo sui nostri radar. Quindi parliamo di…

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elflum_risolutoEhm, non hai ascoltato nulla di quello che ho detto, vero?

 

panda_irritataNo. Però da un po’ giochiamo a Pandemia Legacy, mi sembrava che…

 

elflum_risolutoNo, il gioco di cui parleremo è un classico di Alan R. Moon

 

panda_normaleAh! Ho capito!

pandaprocioneairlines003elflum_felice Airlines Europe, da due a cinque giocatori, durata poco più di un’ora come riportato nella scatola, con sincerità stavolta. Nonostante il tabellone possa far sembrare a un Ticket to Ride con gli aerei, in realtà si tratta di un gradevolissimo gioco di stock azionari.

 

panda_irritata Ma è la tematica più noiosa del mondo!

 

elflum_risoluto Sì, ammetto che i giochi finanziari non sono nelle nostre corde, ma questo lo considero riuscitissimo, un entry-level del genere.

elflum_feliceAl contrario di altri giochi, qui non possediamo le compagnie aeree coi loro aeroplani, ma soltanto stock azionari delle stesse. I punti vittoria vanno tenuti segreti e si ottengono avendo la maggioranza delle azioni delle compagnie aeree durante le tre fasi di conteggio.

 

panda_normaleQuello che mi ha colpito del gioco è proprio la semplicità. Le azioni possibili sono solo quattro e il downtime è al minimo. Inoltre il non sapere quanti punti abbiano esattamente gli avversari e il fatto che le maggioranze potrebbero cambiare fino all’ultimo rende il clima teso fino alla fine.

 

elflum_risolutoLa prima azione che è possibile effettuare è comprare una o due licenze di viaggio per una compagnia aerea. Tradotto: si paga quanto richiesto dalla tratta di valore più basso disponibile (quantità limitate, attenzione!), si va a ricoprire il numero scelto con un aereo della compagnia, si aumenta il valore  della compagnia aerea nel tracciato azionario, e prendere una carta azione dal mercato azionario tra le cinque a faccia in su o la prima dal mazzo e aggiungerla alla propria mano.

 

panda_normaleCome seconda azione possiamo vendere carte azioni e ricevere dividendi. Le carte azioni che abbiamo in mano indicano varie compagnie che non possediamo ancora. Con questa azione possiamo calarle di fronte a noi (il nostro pacchetto azionario) e ricevere due milioni per ogni carta appena giocata (i dividendi), come già detto a ogni fase di conteggio si vedrà chi ne ha di più e si riceveranno i punti vittoria relativi.

elflum_risolutoL e altre due azioni prendere otto milioni (senza far altro) e scambiare una o tre carte per una o due carte azioni della Air Abacus. Questa compagnia non è presente fisicamente sul tabellone con i propri aerei, ma ad ogni fase conteggio varranno un determinato numero di punti vittoria, fisso e crescente per ogni conteggio. Abbiamo spiegato quasi tutto, è più semplice da giocare che da spiegare.

 

panda_normaleEd è anche uno di quei giochi dove il tempismo nelle scelte la fa da padrona. Solitamente mi piace dire che è meglio non guardare la situazione di gioco finché non viene il proprio turno, ma ogni turno dura così poco che è praticamente impossibile non disperarsi per la tratta o la carta rubata.

 

elflum_risoluto “Rubata”. Non sei sportiva per nulla, se gli altri arrivano prima è perché hanno giocato meglio.

 

panda_irritataTu sei un maschietto, non capisci che se ho messo l’occhio su una carta, quella carta è mia!!!

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elflum_risolutoC’è poco da aggiungere: il fatto che ogni giocatore prenda una carta dal mercato azionario a ogni fase conteggio evita di ingolfare il mercato con carte che non vuole nessuno, e poter scambiare le carte con quelle della compagnia abacus, che danno veramente tanti punti nella terza e ultima fase di conteggio, fa sì che nessuna carta sia veramente inutile, anche se non la si vuole avere nel proprio pacchetto azionario.

 

panda_normale C’è da fare attenzione anche al gioco altrui, vorrete il loro aiuto per portare avanti nel tracciato valore una determinata compagnia, ma allo stesso tempo vorrete la maggioranza di quella compagnia per ricevere più punti vittoria degli altri. E se gli altri non potranno più avere la maggioranza il loro interesse verso quella compagnia calerà drasticamente. Quindi l’interazione si sente molto.

 

elflum_risolutoLe piccole compagnie possono arrivare molto lontano grazie ai quattro bonus delle tratte disponibili solo per loro e avere la maggioranza richiede meno carte (oltre a differenziarsi per colore le compagnie si differenziano per il numero che indica anche quanti aeroplani possiede). Però potreste anche puntare sulle compagnie con più aerei a disposizione, dato che gli altri giocatori potrebbero avere azioni di quelle compagnie e aiutarvi a espanderla.

 

panda_normaleA proposito di aerei, i componenti sono davvero gradevoli e gli inserti della scatola sono perfetti, forse uno tra i migliori che abbiamo mai visto. La grafica non è strabiliante, ma è molto azzeccata per la tematica e ogni cosa è personalizzata a dovere, ogni compagnia ha il suo colore, il suo logo e un proprio nome, anche se si tenderà a identificarle con il colore. A questo altro proposito, il rosso e l’arancione si somigliano un po’ troppo. Le banconote invece sono di carta sottilissima come quelle del monopoli o di Crack. Però la trovo una scelta azzeccata per la tematica. Quindi…

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Nonostante la tematica il gioco non è affatto noioso, scorre tranquillo ed essendo facile da capire può essere proposto a tutti. Vi invito quindi a riscoprire questa piccola perla, non sarà un caposaldo come Ticket to Ride, ma si lascia giocare che è un piacere.

SanremOn: il print and play parodistico del festival

La Rai ha messo sul proprio sito il print and play di un fantomatico gioco di carte basato sul Festival di Sanremo. Il gioco è una sorta di parodia semplificata dei TCG, con una grafica che ricorda molto la prima serie di Yu-Gi-Oh! (anche per qualità di illustrazioni: ba-dum-tss!) e un regolamento così tanto snello da meritarsi una recensione minuta.

Il gioco, per intenderci, è una po’ ridicolo dal punto di vista del gameplay, al massimo se siete appassionati di musica italiana in generale o del festival di Sanremo in particolare, veder calati i protagonisti della kermesse in un surreale mondo fantasy vi strapperà qualche sorriso.

Eppure concordo con il buon Teooh, non sarà un’iniziativa lodevolissima per qualità della realizzazione, ma assolutamente rispettabile per l’intento: il fatto stesso di associare una passione di nicchia come la nostra a un’evento che raggiunge milioni di spettatori in tutto il mondo, non sarà certo indicativo dello sdoganamento dei giochi in scatola in Italia, ma è pur sempre un mezzo in più per poterne parlare, anche perché noi siamo così abituati a giocare da dimenticare che già portare il tema all’attenzione generalista è un bel risultato.

Come evidenziato dal grande Teo, il formato delle carte è un po’ antipatico, e dato che io e M@ri abbiamo voluto stamparne una copia abbiamo preparato dei file e ci siamo detti che sarebbe stato carino condividerli con  la nostra utenza, per cui nella galleria troverete i file in jpg con il formato delle carte più comune pronte da stampare in cinque comodi fogli (più eventuale retro). Attenzione però: usate solo forbici con la punta arrotondata!

Nome in codice contro Insoliti Sospetti – Versus

elflum_spaccone Apriamo oggi una nuova rubrica, pensavo di chiamarla scontro tra totani.

sì, tra merluzzi. Quante rubriche vuoi aprire? Quella della recensione non ti bastava? panda_irritata

elflum_felicebeh in questa vorrei mettere in confronto due giochi che magari sono simili in modo che il lettore indeciso possa farsi un’idea prima dell’acquisto.

Sembra una bella idea, quali sono questi giochi simili? panda_normale

elflum_feliceNome in Codice e Insoliti Sospetti

E sarebbero simili??? E in cosa mai sarebbero simili? panda_broncio

elflum_risolutoBeh sono due giochi in cui bisogna dedurre qualcosa. In un caso un numero determinato di parole, nell’altro l’identità di un personaggio, e poi ci sono altre similitudini che…

… vedi solo tu. panda_broncio

elflum_feliceLasciami spiegare meglio il concetto. Ma prima: sigla!

Guarda che questa non è una trasmissione, né un filmato di Youtube, per me ti sei rincretinito totalmente! Non possiamo permetterci una sigla, al massimo un disegnino. panda_irritata

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elflum_feliceCodenames, Nome in Codice in Italia, è un gioco da due a otto giocatori di quel genio di Vlaada Chvátil, già autore di giochi come Through the Ages o Dungeon Lords

Non sarà uno di quei giochi da tre ore e passa a partita che costano una rata di mutuo e giochiamo una volta all’anno con il setup che dura un’eternità perché non ti ricordi più nulla??? panda_broncio

elflum_spacconeIntanto premetto che quei giochi piacciono anche a te, non cadiamo nello stereotipo del procione maschio noioso e della panda femmina sbarazzina e concreta per cortesia. Per rispondere alla domanda, anche se non lo meriti perché è una domanda stupida, no, questo gioco potrebbe essere un perfetto gateway per chi ancora non conosce questa meravigliosa passione che è il gioco in scatola.

Anche Insoliti Sospetti è un gioco adatto a tutti e si gioca fino in sei, anche se per entrambi i giochi direi che il numero massimo di giocatori è abbastanza indicativo e ben venga qualcuno in più a tavola. panda_normale

elflum_feliceGià, quei giochi che tirate fuori quando siete decisamente in troppi per giocare a (aggiungete qui il nome del vostro board game fino a sei giocatori preferito). Nome in Codice in particolare è studiato per essere apprezzato in squadre. 3vs3, o 4vs4 e così via.

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panda_normaleQui segniamo un punto a favore di Insoliti Sospetti alla voce scalabilità. Se Codename va un po’ adattato in tre giocatori o quando si è in numero dispari, con il dispari incomodo a far da jolly ad ambo le squadre (o a far da suggeritore per entrambe), Insoliti Sospetti anche in tre si gioca alla grande senza alcuna differenza.

elflum_spacconeAspetta, aspetta, aspetta! Spieghiamo un po’ come funzionano prima di lanciarci in approfondimenti. In Nome in Codice i giocatori sono divisi in due squadre, rossa e blu, di agenti segreti. Ognuna ha un giocatore a capo dell’agenzia che tramite una parola devono far indovinare una o più delle venticinque parole sul tavolo. Una carta chiave indica quali parole appartengono alla squadra rossa, quali alla squadra blu, e quale squadra ha il beneficio di iniziare prima e il malus di dover far azzeccare alla propria squadra una parola in più, ovvero nove anziché otto. Tematicamente le parole da indovinare sono i nome in codici di agenti sotto copertura che dovranno essere contattati dai compagni della vostra squadra (agenti operativi). In ogni partita saranno presenti anche delle parole da non indovinare, oltre a quelle della squadra avversaria (non vorrete perdere il turno corrente regalando loro un punto, vero?): sette parole bianche, che rappresentano ignari passanti e vi faranno perdere il turno corrente e una parola nera, un assassino che vi farà perdere la partita. Vince la squadra che indovina i propri nomi in codice associati prima che lo faccia l’altra.

Negli Insoliti Sospetti invece si deve indovinare chi è il colpevole tra dodici sospettati panda_normaledisposti sul tavolo. Si vince o si perde assieme: è un collaborativo. Il testimone però non ricorda bene l’aspetto del colpevole e per aiutarvi risponderà con un si o con un no alle domande che gli porrete, tratte da un mazzo di carte domanda, che andranno a scavare nei gusti, nelle abitudini e nelle opinioni del colpevole. A ogni turno verrà quindi posta una domanda e gli investigatori dovranno escludere uno o più sospettati, e così via finché non avranno lasciato sul tavolo il vero colpevole. Ovviamente escludere il colpevole comporterà la perdita della partita. Esiste inoltre un sistema di punteggi che rende più longevo il gioco e che cercherà di affinare le vostre capacità investigative cercando di farvi escludere più sospettati possibili in ogni turno e magari facendovi cadere in fallo per la frenesia di raggiungere un risultato migliore.

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Come prossimo step direi di parlare della grafica e dei materiali. Il look di Insoliti panda_normaleSospetti è decisamente migliore grazie alle illustrazioni di Alessandro Costa. I volti dei sospettati sono chiari e inequivocabili, e anche la simbologia adottata non lascia adito a dubbi. Oltre alle carte sospettato, alle carte domanda e a quelle colpevole (che vi indicano appunto quale dei dodici sospettati sia il colpevole) c’è anche un cappellino per il testimone. Questo si rivela utile per evitare che lo sguardo del testimone si posi troppo sul colpevole, rovinando il gioco. Non l’abbiamo mai usato, onestamente, ma è un aggiunta carina e non dubito che ci siano gruppi dove il bluff e la capacità di astrazione latitino.

elflum_spacconeLa grafica di Nome in Codice è più spartana, con solo le carte agente ad avere i disegni. Le carte nome in codice invece non hanno disegni ma è un bene: le parole sono più leggibili, scritte due volte per carta, per una leggibilità da due lati della carta. Inoltre il problema “sguardo rivelatorio” non sussiste perché le carte sono piccole e quindi la direzione degli occhi non è mai inequivocabilmente su una carta sola. Ciononostante non boccio il look del gioco perché anche qui è gradevole e funzionale. La carta che indica le parole da far indovinare invece è forse troppo piccola: un difetto di cui Czech Games Edition si è accorta e al quale ha posto rimedio con un’app gratuita (sia iOs che android). Anche qui: noi non abbiamo mai avuto problemi con la leggibilità della carta (tra l’altro il piccolo supporto per farla stare in piedi è un’ottima pensata), ma magari alcuni potrebbero. Se dovessi dire però quale dei due giochi ha un look migliore direi Insoliti Sospetti.

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elflum_feliceStiamo 2 a 0 per gli insoliti sospetti che è passato in vantaggio sul fattore scalabilità e grafica. Forse il prossimo fattore decisivo all’acquisto potrebbe essere il prezzo. Entrambi i giochi costano ventidue euro di listino. Pareggio quindi? A noi giocatori in scatola non piacciono i pareggi! Ci vuole un tie-break.

panda_normaleCe l’ho! Rigiocabilità. Molti giocatori mettono il prezzo in rapporto ai materiali ma c’è anche da tenere conto della longevità del prodotto. Un prodotto più costoso ma giocato tantissime volte potrebbe convenire di più di uno che costa meno ma si giocherebbe sporadicamente. Da questo punto di vista, anticipo il mio amato procione, Insoliti Sospetti le prende sonoramente! Certo, una partita tira l’altra, ed è un salva-serata grazie alla sua durata ridotta. Però le carte sospettato sono assolutamente troppo poche, solo cinquantatre mentre nome in codice conta duecento carte e per giunta double-face quindi il gioco contiene ben quattrocento parole da indovinare contro i cinquantatre sospettati di Insoliti Sospetti. Se poi ci aggiungiamo quaranta carte chiave, giocabili in quattro posizioni diverse Nome in Codice è un mostro di longevità. Insoliti sospetti si presta a molte partite ma il consiglio è quello di mescolare sempre il mazzo dopo ogni partita, perché altrimenti dopo quattro partite avrete già visto tutte le carte sospetto. Con Nome in codice invece potrete fare addirittura 16 partite senza incontrare mai la stessa parola, ma questa longevità già buona diventa stellare grazie alle carte chiave e al fatto che difficilmente vi capiterà un gruppo di parole simili da fare indovinare (o da indovinare) nella prima ventina o trentina di partite.

elflum_feliceConcordo pienamente. Già è uscita la prima espansione di Insoliti Sospetti, che aggiunge carte domande e carte sospettato, ma il gioco base doveva contenerne decisamente di più e trovo strano che ci siano più domande che sospettati. Certo capisco anche che comporre un’illustrazione è più dispendioso di scrivere una parola, ma resto dell’idea che più varietà non avrebbe fatto male per nulla. Bene 2 a 1 per Insoliti sospetti. Direi adesso di dare i due voti finali con le nostre preferenze: votiamo il gioco, sei pronta Mari?

panda_normaleAspetta, prendo carta e penna!

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elflum_spacconeDavvero hai votato Nome In Codice? Non me l’aspettavo, pensavo preferissi l’altro.

panda_normaleIn realtà li adoro entrambi. Ma non riesco a sconsigliare Nome in codice, è un gioco quasi perfetto! Celebrale o cazzaro, a seconda dei gruppi e mostruosamente rigiocabile.

elflum_felicePer me Insoliti Sospetti rimane comunque un acquisto validissimo. Se l’associazione tra parole di Nome In Codice è per la maggior parte delle volte poco contestabile e crea gran divertimento durante la partita, è nel dopo partita che Insoliti Sospetti ha un bel twist. Vi ritroverete spesso a mettere in discussione le risposte del teste e vi sentirete un po’ sporchi a pensare che un sospettato è un alcolizzato solo per la faccia che si ritrova. Quindi non fatevi ingannare dall’aspetto alla “Indovina Chi” e date una possibilità a questo ben gioco, potrebbe essere uno dei giochi che portereste in giro con più piacere.