C’è Interesse Ludico a EtnaComics!

Signorina e Signorine

E i signori?

Si ignorano! Siamo qui per annunciarvi che anche quest’anno saremo in giro a EtnaComics, la fiera del fumetto più grande di Sicilia, che si terrà da giovedì 6 giugno a domenica 9 giugno presso Le Ciminiere di Catania

Speravo te lo scordassi! Presto! Devo andare a nascondere i nostri averi altrimenti li sperpererai in men che non si dica!

A parte il fatto che i tuoi averi sono delle riserve di ghiande che non interessano a nessuno, sai benissimo che non mi impedirai di scialacquare tutto lo scialacquabile!

Difficile contraddirti. Sul fatto che sei spendacciona. E anche sulle ghiande.

Adesso mettiti di impegno ed escogita qualcosa che mostri la nostra piaggeria spicciola verso le case editrici, così ci fanno gli sconti!

Sei veramente senza dignità. E poi perché mai devo fare tutto io?

Non è vero! L’anno scorso abbiamo fatto un sacco di interviste, solo grazie a me

Per fortuna il pubblico non è ingenuo e non ti crede. Difficilmente potremo fare una cosa così carina anche quest’anno purtroppo, per vari motivi

Tra i quali la pigrizia

Immagino che tu stia parlando per te

Assolutamente. A proposito, ma si sa già quali case editrici saranno presenti quest’anno?

In questo momento in cui stiamo simpaticamente colloquiando sul sito di EtnaComics non c’è ancora nulla di confermato, ma un uccellino mi ha detto che le grandi sono sicure.

Quindi Asmodee, DV Giochi e Ghenos Games?

Sì, e anche Cranio Creations, salvo imprevisti.

Dici che si ricorderanno del nostro fumetto che canzona i loro video e ci cacceranno?

Ma no dai…

In ogni caso se vedete un bellissimo panda, in compagnia di un maleodorante procione in quel di EtnaComics, venite a farci un saluto!

Inizierò a chiedere in giro se qualcuno vuole adottarti

Antipatico!

Annunci

Siamo andati allo Spiel e tutto quello che abbiamo portato è questa catasta enorme di giochi

Anticonformismo: andare contro ogni conformità. Ci riusciamo benissimo parlando di Spiel 2018 durante il 2019, quando questo articolo non interesserà a nessuno (e sarà anche lunghetto)

Come al solito scambi lo specchio per il parmigiano, dillo che sei pigro

Ma cosa stai dicendo? Abbiamo già pubblicato un pezzo sullo Spiel

Ah già, quello in cui sfatavamo alcune leggende metropolitane

Manco tu leggi il nostro blog, ma che mestizia! Volevo tornare sullo Spiel perché stavo facendo ordine mentale su quanti giochi abbiamo ancora da provare

Ti risparmio tempo: troppi!

Sì, troppi, è vero. Però qualcosa abbiamo provato e sono sicuro che la gente è curiosa di sapere che meraviglie abbiamo preso dallo Spiel

Probabilmente non è così. Ma immagino che nulla ti distoglierà da una lista noiosissima di cui a nessuno importa

A volte mi chiedo qual’è il tuo contributo al sito, a parte farmi aumentare la pressione

I disegni in cui ti succede di tutto chiaramente

Ovvio. Vabbé dato che abbiamo tanto di cui parlare dedichiamo giusto poche frasi ai titoli di provenienza crucca

Contateli pure voi se non ci credete

Sì, secondo la nostra conta, tra giochi ed espansioni abbiamo portato a casuccia 39 scatolone e scatoline. Sento già gli insulti di sottofondo

Io sento anche qualche “dilettanti” dal fondo, quindi mi sa che c’è chi ha fatto peggio di noi. E magari lo fa ogni anno

Ci teniamo a precisare: no, non siamo ricchi. Lo si evince dalla frequenza dei nostri post tra l’altro

Semplicemente, dato che è stato il nostro primo Spiel… beh ci siamo fatti prendere la mano già prima di arrivare in territorio germanico, comprando un casino di giochi usati e quindi risparmiando un po’ di bei dindi (anche se poi spedire tutto a casuccia è costato quasi 40 euro tra spedizione e imballaggio, ma parliamo di un paccone da 31,5 Kg strapieno di giochi)

Insomma tenete conto che a parte rarissimi casi, ogni gioco ci è costato la media di circa dieci/quindici euro

Specificheremo quali sono costati meno di questa cifra e quali di più, non tanto per voi, ma perché un giorno mi beerò rileggendo questo pezzo, ricordando i bei vecchi tempi. E un po’ di soddisfazione personale non fa mai male, no?

La mia missione era fare in modo di infilare quanti più pucci di Mari in valigia fosse possibile, e allora ecco il primissimo gioco che abbiamo comprato e acquistato in assoluto allo Spiel, questo primato spetta a…Takuya Okabe e al suo Flip Over Frog! (1)

Il primissimo gioco acquistato DENTRO la fiera. Non aggiungo altro per preservare la nostra dignità

Okabe-san ci ha conquistato con il suo entusiasmo e lo abbiamo premiato con la prima copia venduta in assoluto (quantomeno in occidente). Lo abbiamo già giocato – in fiera e a casa – ma vorrei farci qualche partita in più prima di parlarne, anche se è piuttosto semplice (comunque impressioni positivissime)

Mentre siamo pronti per parlare di Brothers (2), interessante puzzle per due giocatori prodotto da Ankama, ma che non ha ancora un distributore in Italia per quel che ne sappiamo. Si tratta di un ottimo filler per due, molto veloce ma assolutamente non banale

Di Discover Lands Unknown (3) abbiamo già parlato per Giochi Sul Nostro Tavolo, ma sicuramente ci faremo su almeno un altro pezzo, dato che abbiamo giocato solo due scenari su cinque, e vogliamo goderci l’intera esperienza

Discover Lands Unknown è stato l’unico gioco grosso preso a prezzo pieno, ben 55 euro. Spinti dal fatto che in Italia forse non uscirà a breve

Discover è anche il gioco più costoso che abbiamo preso, il secondo più costoso è Roll For The Galaxy(4), per belle 40€ che salutano. Edizione americana Rio Grande, che vi devo dire, eravamo un po’ ossessionati dai dadi e i bicchieroni, e dopo mezza partita su Board Game Arena ci ha convinto definitivamente, doveva essere nostro a tutti i costi!

Un gioco che abbiamo preso “usato” e ce ne stavamo quasi pentendo, è stato Histrio(5). Non perché il gioco non meriti, anzi, l’unica partita fatta ci ha divertito parecchio (c’è una bella rece di Chrys su GSNT), ma perché lo abbiamo pagato 20€ e in fiera, sotto il tunnel delle meraviglie lo davano nuovo a 10

Però poi giocandoci abbiamo capito che è meglio averlo in una lingua comprensibile da tutti a tavolo anziché in tedesco, e poi avete notato le virgolette su “usato”? Ecco, ho messo le virgolette perché era nuovo anche il nostro, quindi capirai!

A proposito del tunnel delle meraviglie (ovvero lo stand della Heidelberger – oggi Asmodee – che è rinomato per gli sconti assurdi), lì abbiamo preso qualcosina vero?

Sì, abbiamo preso l’espansione Kraken(6) per Abyss, a ben quattro euro. L’idea di dover tradurre le carte non mi entusiasmava, ma quattro euro anziché più di venti…

Cera sempre la fila per lo stand delle meraviglie, ma si aspetta meno che alle poste italiane comunque

C’erano altri giochi in quello stand di cui eravamo curiosi, ma bisogna sempre fare i conti, oltre dei soldi che vanno via come in una partita a Crack (o come se consumassimo Crack), con il fatto che comunque poi bisogna spedirsi i giochi a casa e che questi occuperanno spazio

Un’ottima maniera per “risparmiare” è prenotare. Noi non siamo molto propensi a comprare giochi nuovi, perché magari risparmi 5 euro o ti viene data qualche promo, ma è anche vero che la settimana dopo i titoli più richiesti li vedi a Lucca e in italiano

Tuttavia abbiamo prenotato dallo stand della White Goblin il giapponese Perfect Hotel (7) (avete capito che Panda è fissata col giappone vero?), l’italianissimo Ali Baba (8) e lo storico Rattus (9). Ma ad oggi abbiamo fatto solo una fugace partitella a perfect hotel

Per la serie i pucci di mari invece avevamo prenotato Fortune City(10)

Ci abbiamo trovato una somiglianza con Glen More

Cala cala, Glen More è molto meglio

 

Cioé sì, si piazziano le tessere e si attivano quelle accanto, cose così

Un altro stand che ti spara scatolotti in fazza, è quello di spieleoffensive, da cui abbiamo preso In the year of the dragon 10th anniversary (11) e Skyliners (12) per un totale assurdo di 15€

Ancora mi stupisco che non hai fatto commenti sulla grafica di In the year of the Dragon

E cosa devo dire se non che i clementoni educativi che avevo da piccola erano disegnati meglio?

Ecco appunto. A proposito di offerte, anche Queen games prende uno spazio bello grosso ed è molto frequentato

Con la Queen Games però la selezione è impietosa, dato che troppe volte ci siamo trovati titoli ben confezionati ma poco divertenti da giocare a lungo andare

Abbiamo comunque preso Risky Adventure (13), pur sapendo che non è un capolavoro, perché ci aveva incuriosito, e lo abbiamo riposto sullo scaffale della vergogna (ovvero lo scaffale virtuale con i giochi ancora da provare)

Nel frattempo lo abbiamo anche provato. Sì, passa tanto tempo tra preparazione e pubblicazione del pezzo 😦

Allo stand Mayday, dove ti sei decisamente lasciato andare con le buste trasparenti…

E che vuoi farci, purtroppo le avevamo finite

Abbiamo preso un po’ all’avventura Walk the Plank (14), un vecchio giochino di carte in cui si cerca di spingere gli sventurati pirati degli avversari, sperando cadano in pasto a Davy Jones, il simpaticissimo ma vorace kraken

Avendolo provato possiamo dire di essere davanti a un filler cattivello. La versione che abbiamo comprato, alla bellezza di 7€ è la versione Tin Box Collector’s (a 5€ c’era anche quella normale), con dei materiali davvero belli da guardare per la gioia di Mari

Puoi dirlo forte!!!

Walk the Plank avrà fatto finire tante amicizie

Non è stato l’unico gioco comprato a scatola chiusa. Abbiamo comprato, sempre a un prezzo vergognoso (5€) tale Festival of Thousand Cats (15), di cui non sappiamo nulla, e che abbiamo preso solo perché rientrava nei pucci di Mari

Non mi guardare in quel modo! Non potevo lasciarlo lì! Ho pure corso il rischio di perdermelo!

Sai che tragedia. Speravo te ne dimenticassi e invece ci sei tornata apposta!

Ci siamo tornati diverse volte, era uno stand di un negozio che vendeva giochi nuovi a prezzi ribassati, anche se tutt’altro che capolavori (credo che infatti sia l’unico gioco che abbiamo preso)

Per un pucci di Mari, un barboso di Diego che entra. Presso lo stand di un negozio che vendeva solo giochi vintage e simili, ho preso Torres (16), grande classico di Michael Kiesling, Wolfgang Kramer. Ha vinto anche lo Spiel des Jahres nel 2000.

Sai che roba. È inguardabile!

Ma che c’entra, è il gameplay quello che conta!

Certo, e magari in una ragazza la prima cosa che guardi sono gli occhi e la personalità. Falso!

Questo gioco è andato sold out subito, ma non ci ha entusiasmato

Lascerò cadere il discorso. Su questi ultimi due giochi non abbiamo nulla da dire perché non li abbiamo ancora provati

Sì, ho io qualcosa da dire, Torres non si può guardare, viva i gattini! Viva i gattini giapponesi!

A proposito di Giappone, abbiamo recuperato altri due giochi di carte che volevamo da parecchio. Il primo è The Ravens of Thri Sahashri (17), un gioco che non sapevamo come recuperare (a prezzo onesto) se non allo Spiel

E che non abbiamo ancora giocato

Già, mentre il secondo titolo per gli amanti del Giappone è anch’esso per due giocatori e si chiama Hanamikoji (18)

Questo lo abbiamo già provato diverse volte e devo dire che si tratta davvero di un bel gioco. Prima o poi ci scriveremo su, per cui vi rimando a un futuro (speriamo) prossimo per aggiornamenti

Più giapponese non si può!

Sempre per due giocatori, ma classicone ormai, Jaipur (19) !

Nonostante diverse partite su BoardGameArena (e una grafica da denuncia), ci mancava, lo abbiamo preso a poco più di 15€ nuovo nel negozio Asmodee

Inutile dire che si tratta di uno dei migliori giochi per 2 giocatori in assoluto, per cui se avete un/a compagno/a da far addentrare nel mondo dei giochini, può essere una buona risorsa

Di fronte a quello stand una persona, con una maglietta ultracattolica, ci ha venduto Gaia (20)

Questo è solo uno dei tanti giochi usati che abbiamo preso. Elenco gli altri: Kahuna (21), Tides of Madness (22), The Little Witches and the Mysterious House
(23), Insoliti Sospetti: Intrigo Internazionale (24), Kodama: The Tree Spirits (25), La Isla (26), Louis XIV (27) (preso per errore ma scambiato subito per altro), Big Brain Academy The Card Game (28), Doggy Go! (29), Night of the Grand Octopus(30), Kakerlakensuppe (31)
,
Oh! Ne avessimo giocato uno!

Non fare la melodrammatica, c’è qualche gioco usato che abbiamo già provato. Ad esempio Port Royal (32)

Già, quello ha convinto tutti quelli a cui lo abbiamo fatto giocare

Quando ho perso, ho fatto notare a tutti che ci era costato solo 5€, così almeno li ho visti rosicare!

Questo è il megapacco che conteneva i giochi. Sembrava di nuovo Natale quando ci è tornato

Mi sembra da inserire tra i gesti del gentiluomo 2019, bravo. Abbiamo provato anche Dr. Eureka! (33)

Fillerino di destrezza simpaticissimo in cui bisogna saper mettere in sequenza delle biglie colorate in apposite fialette.

Ha convinto pure quel trombone del procione che solitamente è una schiappa ai giochi di velocità!

Di tanto in tanto i giochi che piacciono a te non sono solo fardelli inutili nella libreria

Non ti rispondo nemmeno. Camel Up (34) penso che lo conoscete un po’ tutti. Noi ci avevamo giocato solo da amici, e stranamente abbiamo pochi giochi “di scommesse” in collezione.

Allo Spiel è stato protagonista di una riedizione con grafica e materiali rinnovati (e forse anche regolamento), ma per una differenza di quaranta euro francamente…

E poi le nuove illustrazioni non è che si adattino granché al gioco. Ma magari è impressione nostra

Questo è stato il nostro pasto durante lo Spiel. Sembra misero, ma le fettazze erano enormi e sazianti seppur integrali

Un altro seconda mano che abbiamo fatto in tempo a provare è stato Time Arena (35)

Come pensavamo è divertente, ma forse per noi non lo è abbastanza: siamo poco propensi agli skirmish, e una partita dura davvero poco, non sappiamo quanto tempo resterà in collezione

Penso che siamo giunti quasi alla fine. La giornata di domenica ci ha però visti approfittare dello sconto del 50% su Outback (36) per aver acquistato una copia demo (che poi era stata riassemblata male e quindi hanno dovuto rispedirci il gioco intero ma ok) e su Flick’em’up Dead of Winter + promo (37)

A questi vanno ad aggiungersi l’espansione per The Game, On Fire (38) e DC Dice Masters World’s Finest (39), preso in un negozio a caso prima ancora dello Spiel.

E abbiamo fatto cifra completa

Cifra completa un corno! Ti rendi conto che se compravamo anche solo un gioco in più raggiungevamo quota 40???

Ed è per questo che ci siamo sorpresi nel ricevere un’email di Massif Games che ci annunciava la lieta notizia di aver vinto un gioco in una lotteria a cui abbiamo partecipato allo Spiel

Si tratta di Mountaineers (40), un gioco davvero gigantesco

Sembra fichissimo ma… QUANDO ARRIVAAAAAA?!?!?!? 😀

Spero che quella montagna 3D si possa montare e smontare facilmente, altrimenti la possiamo appendere sul tetto

Senz’altro. Beh, scopriremo. Ma alla fin fine quanti giochi ci mancano ancora da provare???

Contando quello che deve arrivare direi circa venti. Però c’è da considerare che alcuni di questi giochi sono pucci di Mari, e quelli non vanno giocati, ma guardati

Però c’è da considerare che alcuni di quelli che hai voluto tu sono così barbosi che li giocheremo da ottuagenari

Mi preoccupa più il fatto che già a casa avevamo dei giochi ancora da provare

A me non preoccupa niente, invece. Sono piuttosto curiosa di sapere quanti giochi ci sono sullo scaffale della vergogna dei nostri lettori

Sicuro meno di noi, fidati

Vektorace… una sgommata e via!

Amici e amiche, appassionati e appassionate della velocità smodata delle vetture ottagonali, abbiamo assistito a un’impresa, un ribaltone in gara che ha fatto ribaltare il pubblico intero dalle loro seggiole, una corsa concitata in cui abbiamo visto fior fior di sorpassi, in cui il grande protagonista PROCIONE VOLANTE ha affiancato il suo avversario per lasciarlo col becco all’asciutto e coperto dalla polvere lasciata dai copertoni!!! Procione si affaccia dal finestrino, punta il dito verso il cielo, ringrazia la sua scuderia: LUCKY SHOT C’è! PROCIONE C’è!!!

Questa cosa sarebbe? Il Guido Meda dell’hard discount? Per cominciare il sig. Meda commenta Moto GP, poi non c’era nessun pubblico, e infine non eri dentro un abitacolo, ma stavamo giocando a Vektorace, di Spartaco Albertarelli e Davide Ghelfi, pubblicato da Kaleidos e distribuito da Ghenos Games

Ma il sorpassone sul finale con tanto di vittoria a sorpresa e rosicamento degli avversari è avvenuto sul serio, no?

Su quello non posso darti torto, procione sculato!

Non c’entra nulla la fortuna, non ci sono dadi in questo gioco, né carte. Il contenuto di una scatola di Vektorace infatti si compone di tanto e tanto cartone e cartoncino

Dalla scatola, di ottagonale e antipatica forma, infatti uscirete delle macchinine da ritagliare, plasmare e incollare su base ottagonale, token Gomma e Nitro, le Curve e infine le 5 Marce

Queste marce sono dei “righelli” che useremo per muovere la propria vettura

 

Il righello

Avendo fatto qualche partita a Formula Dé, un ottimo simulatore di formula 1, mi ha davvero impressionata come con meno materiale i due game designer siano stati in grado di riprodurre alcune caratteristiche presenti in quel titolo, e anzi di aggiungere nuove feature che rendono più duttile e fruibile l’esperienza

Infatti la pista non è relegata (leggi: costretta) a un tabellone, ma affidata al posizionamento delle curve – ce ne sono 8 in una scatola – che delimiteranno il percorso. Quindi è possibile ricreare circuiti già esistenti, ma anche inventarne di sana pianta

Inoltre le traiettorie sono simulate con fedeltà dalle marce/righelli e dall’Octagon System escogitato per regolamentare il tutto

Come avrete intuito dalle foto le auto sono su base ottagonali, e proprio i lati di questo ottagono svolgono un ruolo fondamentale nel gameplay

La marcia infatti va annunciata con largo anticipo, prima di terminare il proprio turno (poi ci arriviamo), e si adagia davanti alla vettura facendo combaciare uno dei tre lati davanti della vettura

Una volta adagiata si posiziona la vettura facendo attenzione alle frecce: Queste stabiliscono la nuova posizione della vettura.

Le frecce bianche sono gratuite ma per sfruttare le frecce nere bisogna spendere gettoni Gomma. Insomma si consumano i copertoni per aver derapato troppo

Con un gettone boost invece è possibile estendere il righello della marcia aggiungendo anche quello di una marcia inferiore. È bene notare che più alta è la marcia e più si può “mettere il turbo” ma anche meno controllabile è la vettura (date un’occhiata alle frecce sulla punta del boost!)

Ecco le marce, fronte e retro

I gettoni Boost sono deputati anche alle scorrettezze in gara (in cui il procione si è dimostrato un vero e proprio maestro)

Sese, rosica pure…

Se ci sono le condizioni per poterlo fare (auto nella stessa direzione e distanza di sicurezza sfrontatamente violata) è possibile speronare la vettura davanti per costringerla a non cambiare marcia nel turno successivo (ecco perché va dichiarata anzitempo: ve lo avevo detto che ci saremmo arrivati), tematicamente è come se ci tamponassero e fossimo costretti ad andare dritto per riprendere il controllo della vettura.

Se non si vuole giocare “di antipatia” invece si può sfruttare la scia della vettura davanti per poterla superare e andare in vantaggio

Oltre alla “bussata” appena descritta, se l’attacco è laterale si può dare una “sportellata”, e il giocatore colpito non potrà piazzare la marcia e sfruttare le frecce del lato attaccato

Questo può essere devastante e costringere l’avversario a prendere una curva troppo larga, col rischio di uscire fuori dal tavolo (eliminazione diretta) o di perdere tempo per rientrare in carreggiata con conseguente perdita di terreno contro gli avversari

Anche boost più piccoli,se giocati bene, possono dare un bel vantaggio

Questa non vuole essere una recensione esaustiva, dato che abbiamo fatto una partita soltanto grazie a un nostro amico

Che si è fatto lo sbatti di costruire e incollare le vetture tra l’altro

Piuttosto che una recensione è il racconto di quella sera e quella partita, e delle impressioni che ci ha dato il gioco, e possiamo dire davvero che sono positive

Abbiamo citato Formula D, ma Vektorace, pur essendo un racing, è molto diverso, ed estremamente duttile

Noi abbiamo seguito infatti il regolamento originale, più orientato a una corsa in stile stock car, e quindi al divertimento a suon di scorrettezze ma nulla vieta di personalizzare tutto: a partire dalle vetture (per le quali basta disegnarsi le proprie auto e stamparle in cartoncino) per finire con il regolamento

è possibile persino unire due scatole per aumentare il numero di giocatori e di curve della pista

Inoltre il gioco è privo di elementi aleatorei, e nonostante l’impronta tutto sommato “arcade”, è possibile andare giù di tattica, a partire già dalla fase di setup, durante la quale i giocatori devono scegliere dieci gettoni tra gomme e boost e quindi improntare una propria strategia (aggressiva o più conservativa) già dalle primissime scelte

Naturalmente è possibile anche entrare nel pit stop per rifornirsi di gomme e gettoni boost

Anche perché se si rimane senza gomme e bisogna usarne una, la vettura si rompe e si va fuori gara, e ovviamente questo farà perdere tempo prezioso

Ma la cosa che davvero ci ha sorpreso è che rispetto ad altri giochi di corse, la gara è sempre concitata durante ogni giro, piuttosto che essere un testa a testa tra beh… chi si trova in testa

Procione ha vinto la gara con un sorpassone finale, nonostante fosse ultimo durante tutto il primo giro e secondo/terzo durante gli altri due, il Panda e il proprietario del gioco sono stati primi diverse volte durante la gara, e l’ultimo giocatore, è stato ultimo per gli interi ultimi due giri ma ha recuperato parecchio terreno durante l’ultimo

Una gara sempre interessante durante la sua durata è indispensabile per evitare che cali l’attenzione e qualcuno si metta a usare il proprio smartphone per fare altro

Da questo punto di vista, pur non essendo appassionati avrebbe perfettamente senso avere un gioco del genere nella propria collezione, dato l’ottima versatilità

Unico appunto è di farvi aiutare se non siete molto pratici con forbici e colla

Magari da Muciaccia

Al photofinish!

Questo potrebbe forse essere un aspetto negativo per alcuni, ma d’altrocanto, se Vektorace costa così poco per quello che restituisce ed è così aperto alla customizzazione, fare un po’ di bricolage è un prezzo onesto da pagare

Per tirare le somme Vektorace è un ottimo arcade ma si apre anche a modifiche che lo rendano più stretto in termini di gameplay.

Nonostante non apprezzi più di tanto il concetto di “crea la mappa”, nel manuale ci sono già ottimi esempi di circuiti e siamo sicuri che il gioco potrebbe davvero diventare anche più interessante di quanto i designer possano sospettare se si riesce a mettere in piedi una community attenta e vogliosa di sperimentare e condividere

Non sono molti i giochi che possono estendere la vita aldilà del regolamento base

E poi vincere all’ultima curva dà molta soddisfazione

Antipatico!

Di Solenia e di buzzurro (ovviamente Panda è il sole…)

Immaginate se il ciclo giorno notte del nostro pianeta andasse in malora e fossimo bloccati in una notte eterna e oscura oppure in un giorno pieno di sole a qualsiasi ora del giorno. Sicuramente avremmo bisogno di Solenia

La nuova crema solare protezione 100erotti, per una protezione assoluta acca ventiquattro

Ma si può sapere che cavolo stai dicendo?

Beh abbiamo finalmente trovato uno sponsor mi sembra di capire, no?

Non c’è nessun sponsor, Solenia non è una crema, ma un gestione carte e risorse a opera di Sébastien Dujardin, con bellissime illustrazioni di Vincent Dutrait, da 1 a 4 giocatori, durata 30/45 minuti

Quindi niente soldi nemmeno questa volta

No, niente soldi. Forse un like su Facebook se tagghiamo l’autore

La nostra prova si basa su una partitella in quel di Essen

Unica foto/prova della partita che si è salvata dall’oblio, sigh!

Non entreremo quindi in una disamina di gioco in singolo o di modalità per esperti, essendoci battuti faccia a faccia nel gioco base

Gli abitanti di questo sfortunato pianeta hanno bisogno di risorse che non riescono più a ottenere con un ciclo solare sempiterno: chi vive nell’emisfero baciato dal sole vuole pietre preziose mentre chi vive nell’emisfero che rende felici i fornitori di energia chiede grano e legno

I giocatori sono i mercanti che provvedono a queste esigenze, in cambio di punti vittoria ovviamente

La plancia di gioco è formata da 5 tessere terreno che da un lato hanno isole volanti con il ciclo giorno o tessere volanti con il ciclo notte. Al centro di questa mappa c’è un’astronave

Foto di Irrlichtsammler (BGG)

Ogni giocatore ha un mazzetto le cui carte recano i valori uno (sei carte), due (quattro carte) e zero (le rimanenti sei carte). Giocare le carte su un’isola adiacente all’astronave (è possibile giocarla anche sotto) o a una carta del proprio colore giocata in precedenza è gratuito. Altrimenti si deve pagare una risorsa (di qualunque tipo) per ogni spazio che viene saltato

Vero e proprio colpo di genio, le carte sono forate al centro, e una volta scelta una carta dalle tre disponibili nella propria mano, la si posiziona sulla plancia, lasciando in evidenza la risorsa che si va a guadagnare, nel numero indicato dalla carta

Ovviamente la carta di valore zero non farà guadagnare risorse, ma farà avanzare la nave. Quando qualcuno la gioca vengono attivati bonus nella parte bassa delle carte – generalmente risorse o punti vittoria che vanno in saccoccia al proprietario della carta – presenti nell’ultima tessera, dopodiché questa si svuota, si capovolge e si posiziona come prima tessera terreno, dando così la sensazione che effettivamente la nave stia viaggiando

Render 3D di sebduj (BGG)

Bisogna tenere presente che le carte non torneranno in gioco, ognuno ha 16 carte e ne giocherà una a turno. In totale quindi il gioco dura sedici turni, durante i quali i giocatori cercheranno di agguantare le risorse necessarie a soddisfare le tessere consegna disponibili – prima che un avversario ce le soffi, facendone apparire di nuove

Ovviamente nelle città diurne è possibile completare solo consegne del giorno, mentre in quelle notturne, solo quelle della notte. Una volta ottenuta una tessera missione, la si piazza sulla propria plancia, ottenendo ulteriori risorse.

Il gioco termina al sedicesimo turno, una volta esaurite tutte le carte. Ai punti vittoria ottenuti se ne aggiungono altri per ogni coppia di risorse rimaste e per ogni coppia di consegne giorno/notte risolte

Qui si ferma la nostra prova, ma il gioco ha anche altro da offrire: la tessera del giocatore ha un lato inverno che ospita anche delle tessere miglioria e ha i magazzini organizzati diversamente, per un gioco dedicato agli esperti

Per il gioco in singolo poi è previsto l’utilizzo di un dado…

Ma direi di fermarci con questo elenco di cose che non abbiamo provato e dire la nostra, che dici cara panda?

Dico che mi è dispiaciuto davvero tanto non averlo preso in quel di Essen. Il gioco nella sua semplicità mi ha stregato: i materiali e la tematica, pur essendo in fin dei conti un astratto, si incastrano bene e questo dà una coerenza ottimale a tutto

Effettivamente è vero. Mi sembra anche strano che quel commento sia stato fatto da te, avrei detto che volevi solo l’astronave di plastica

Perché? La vendono singolarmente? DOVE SI COMPRA? DOVEEEE?

Ecco appunto. Purtroppo non avendo provato il lato invernale possiamo catalogarlo solo come un family: le meccaniche sono abbastanza semplici e il gioco richiede comunque quel ragionamento logico che può essere apprezzato anche dai giocatori più cervellotici, e una partita difficilmente si protrarrà oltre l’ora (la nostra è durata una mezz’oretta, ed eravamo in due)

Già così è un gioco abbastanza diverso dagli altri che abbiamo, per cui prima o poi entrerà nella nostra collezione

E meno male che era il nostro primo Spiel e abbiamo provato pochi giochi, altrimenti ciao portafogli!

Veniale!

Botte da Orbis!

C’è un gioco tra le novità di Essen che siamo riusciti a intavolare per ben due volte, nell’intimità delle mura domestiche. Ed è Orbis, un piazzamento tessere da 2 a 4 giocatori di Tim Armstrong (II), impreziosito da belle illustrazioni dell’italianissimo Davide Tosello, durata media 45 minuti dichiarati

Aggiungere svariate decine di minuti in presenza di vittime di paralisi analisi

Che poi è un termine sbagliato, le vittime sono gli altri giocatori costretti ad aspettare, il paralizzatore magari ci gode anche!

Obiettivo del gioco è dar vita al proprio universo, fatto di pianeti disposti dentro una piramide cosmica a 5 piani (5-4-3-2-1 tessere dal basso verso l’alto) con una divinità al vertice

Il flusso del gioco è scorrevolissimo: scegli una tessera, la paghi, posizioni cubetti dello stesso colore della tessera comprata sulle tessere che erano adiacenti (ortogonalmente), posizioni la tessera comprata nella piramide ideale di fronte a te. I turni si ripetono finché la piramide non è completa

Le regole di piazzamento e i modi per ottenere punti vittoria invece hanno bisogno di più approfondimento. E non chiamarli “cubetti”, quanto sei gretta! Un po’ di ambientazione, su! Chiamali adepti!

Gli adepti/cubetti sono la valuta del gioco (non è possibile averne più di 10 in totale, ma è possibile scambiare 3 cubetti dello stesso colore per 1 di un colore a scelta in qualsiasi momento), se prendi una tessera prendi anche gli adepti sopra, e la piazzi nella tua piramide.

Nel piano terra della piramide puoi posizionare cinque tessere di un colore qualsiasi, ma nei piani superiori, la tessera per essere piazzata regolarmente deve condividere il colore con almeno una delle due tessere sottostanti e adiacenti.

Altrimenti va piazzata girata, come deserto

E il deserto fa perdere un punto vittoria, pardon, un punto creazione a fine partita. Però è incolore/trasparente; ovvero non vi romperà le scatole per la tessera che posizionerete sopra di esso

Ogni tessera ha la sua abilità che fornisce adepti o punti creazione. Però per i punti creazione spesso bisognerà soddisfare un requisito

Ad esempio la tessera verde qui sotto fa ottenere due punti creazione se è circondata da almeno tre tessere verdi e/o arancioni. Se non si può soddisfare questo requisito va piazzato un segnalino sopra i punti creazione, per ricordarsi che quella tessera non fa ottenere punti

Per avere punti delle tessere rosse, in quanto vulcani, bisogna eliminare dalle altre tessere disponibili cubetti di un determinato colore

Questo vuol dire che un fiume di lava ingoierà degli adepti? Urgh, forse è meglio chiamarli cubetti e rinunciare all’ambientazione

Le tessere bianche sono templi e non danno punti immediatamente ma ne danno un tot a tutti quelli che possiedono templi a fine partita, a partire da chi ne ha di più a scendere

E ovviamente chi ha più templi prende il bottino migliore!

Le tessere arancioni vogliono invece che offri in sacrificio adepti dalla tua riserva

Ti ho detto di chiamarli cubetti! Sei davvero crudele!

Eh, che vuoi farci, le divinità sono capricciose. E poi hai iniziato tu con ‘sta roba dell’ambientazione!

Era meglio Pollon!

Le tessere azzurre, infine, fanno fare punti a seconda dei colori delle tessere sottostanti e adiacenti

Alcune tessere, anziché dare adepti, recano un quadrato colorato col segno dell’infinito. Se si ottiene una tessera infinito di un colore, non si devono più fornire cubetti di quel colore quando vengono richiesti come pagamenti

Se però come pagamento viene chiesto un cubetto di un colore qualsiasi, deve comunque essere fornito un cubetto

Al posto di una tessera terreno può essere presa una (e una soltanto si può avere in tutta la partita) tessera divinità. Queste tessere solitamente danno punti creazione sotto determinate condizioni

Il gioco ve lo abbiamo spiegato quasi tutto, per cui possiamo passare alle nostre considerazioni personali, da prendere con le pinze però, dato che abbiamo fatto solo due partite

L’interazione è indiretta, tramite sottrazione di tessere e cubetti dalla disponibilità, tuttavia è già abbastanza per infastidire l’avversario, che magari avrà bisogno proprio di quella tessera

Infatti man mano che si va a comporre la propria piramide il gioco si fa più stretto, costringendo il giocatore a puntare su tessere solo di uno o due colori

E la scelta della tessera è davvero un bel momento per arrovellarsi: prendo una tessera che contiene cubetti o me ne fa guadagnare per prepararmi al turno successivo oppure ne prendo una che mi darà punti creazione ma che probabilmente sarà onerosa a tal punto da farmi rischiare di prendere un deserto al turno successivo?

Le due partite hanno visto un distacco tra i primi due posti di pochi punti, quindi anche una tessera che fa fare solo due punti potrebbe essere decisiva.

Abbiamo provato il gioco in 2 e in 3 giocatori, e scala ottimamente (c’è una selezione di tessere da eliminare in caso), non lo abbiamo provato in 4, ma se funziona bene in 2…

Il gioco può variare molto a seconda di chi siede al vostro tavolo. La scelta stessa della divinità può avvenire ai primi turni e influenzare le decisioni nel corso della partita, oppure a partita avanzata, sperando che nessun avversario la scelga prima

Insomma come avrete intuito il gioco è tirato, un buon timing è necessario, e risulta abbastanza cervellotico, uno di quei titoli che si può proporre come step successivo a un entry level, per affinare la capacità di ragionamento di un neofita.

Un avviso a tutti i germanofili incalliti però: la pesca delle tessere è casuale, quindi un fattore fortunoso nel gioco esiste, se per voi il processo di creazione dell’universo deve essere assolutamente scevro da alea forse Orbis potrebbe non convincervi. Noi generalmente non disdegnamo la presenza di elementi imprevedibili, anche in questo caso, nei panni di divinità

In fondo in fondo, a ben guardare il nostro mondo, siamo così sicuri che non vi sia stata alcuna casualità nella sua creazione?

Il primo Spiel non si scorda mai

YEEEEE!

Di ritorno da Essen, ci ritroviamo stanchi e con un carico di lavoro gigantesco, non invidio (non è vero) chi ha avuto il coraggio e la costanza fisica per tuffarsi su Lucca Comics & Games, dev’essere devastante

YEEEEE!

Hai intenzione di fare urletti per tutta la durata del pezzo?

Sììììììììììììììì!!! YEEEEEEEEEEEEEEE!

Ok, facciamo che io continuo e poi se rinsavisci tanto meglio

YEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!

Prima di buttarci a capofitto in un report però occorre un po’ di contesto. Questo non è un sito ubermegaprofessionale come quelli dei tanti COFF colleghi (scusate, lo so, non siamo degni) che trovate negli altri angoli del web. A conti fatti, anche se scrivere per GSNT ci ha procurato qualche impegno di natura “professionale”, eravamo in tutto e per tutto come chi ci legge: degli appassionati alle prese con l’evento ludico a cui partecipare almeno una volta nella vita (anche due o tre non sarebbe male)

Gente a caso reclutata per promuovere l’espansione di 7 Wonders: REMATE!

E quindi più febbricitanti di un bambino caduto a bocca aperta nella vasca piena di Jelly Beans dentro a un negozio di dolciumi

Ah, sei tornata, meglio. Dovete sapere poi che il panda qui presente è una spendacciona che in confronto un calciatore in discoteca è zio paperone

Abbiamo letteralmente gettato soldi in faccia alla gente che lavora negli stand

Per fortuna c’ero io a recuperarli e a scusarmi. Sullo Spiel girano tante leggende metropolitane, probabilmente noi siamo stati più accorti

O ancora più probabilmente fortunati. Non uso un’altra parola nel caso ci leggano anche bambini.

Una prima leggenda riguarda i mezzi congestionati. Probabilmente è vero per la metro, abbiamo dovuto prenderla solo una volta e c’era più gente in quei vagoni che legno in gioco di Uwe Rosemberg

Ma noi abbiamo attaccato lo Spiel alle spalle, andando all’ingresso per la Halle 6. Dalla casa in cui dormivamo, ci bastava prendere il bus 160 e dopo qualche fermata avevamo l’opzione di infilarci nella metro per raggiungere la fermata più vicina alla fiera, o semplicemente camminare a piedi per circa cinque minuti. I bus sono molto meno utilizzati dai turisti, sebbene il biglietto sia lo stesso, e permette di vedere le strade dell’amata (da noi gamer) cittadina della Ruhr (potendo così notare posti dove spendere soldi in snack)

A guardare la foto sembra che siamo rimasti in coda per ore, invece appena hanno aperto sono bastati pochi minuti

Altra leggenda: sono già stato a una fiera del fumetto, si asfissiava dal caldo, c’era troppa gente dappertutto, così tanta che non sono riuscito a sedermi dove volevo per provare i giochi in wishlist

Allo Spiel non è così. Di gente ce n’è un’infinità, da tutte le nazioni, ed è meraviglioso, soprattutto al primo giorno, respirare l’entusiasmo nell’aria e vedere il sorriso sulla faccia di gente sconosciuta

Una volta dentro, in qualsiasi giorno, anche sabato e domenica, notoriamente i peggiori, non abbiamo mai trovato difficoltà per spostarci e nemmeno per trovare un posto dove sederci. Ovviamente è possibile che troviate occupati i tavoli di un determinato editore più frequentato di altri, ma le code non sono mai infinite

Inoltre si sta d’incanto in maglietta a maniche corte

A dire il vero c’era una sala più problematica delle altre: la Halle 3. In ogni caso non si trattava dell’intero spazio della sala, ma solo di alcuni punti più affollati (come lo stand Pegasus Spiele, o lo shop della Queen dove fanno grossi sconti)

Leggenda numero tre: ci sono gioconi a prezzo stracciato, ne compro una caterva, li rivendo in Italia a poveri gonzi = PROFIT!

Dipende ma in generale direi: NO. Intanto dipende dalle proprie spese: chiaramente se devo pagare viaggio, vitto e alloggio, già queste spese sono troppo alte per poter fare ragionamento del genere

Poi, sì, è possibile trovare tantissimi giochi a un buonissimo prezzo, ma se escludiamo i giochi dipendenti dalla lingua e quelli mediocri (quindi di difficile rivendita), rimane certo un buon numero ma indubbiamente la scelta si abbassa tantissimo

Dead of Winter nuovo a 25€: ottimo prezzo, ma conviene averlo in una lingua che non sia la più comune al tavolo?

Per dire, c’era l’espansione Kraken di Abyss a soli 4 euro, o Clockwork Wars a un prezzo assurdo di 30€. Ma sono ingiocabili se al tavolo non si mastica crucchese. Meglio puntare sugli indipendenti dalla lingua, tra le altre cose abbiamo trovato In the Year of The Dragon di Stefan Feld a 16€ (credo sia la versione decimo anniversario, ma avrò la conferma appena ci arriverà il megapacco coi giochi)

A proposito di megapacco, noi abbiamo preferito, piuttosto che pagare per un bagaglio aggiuntivo (circa 50€ tra andata e ritorno), spedirci i giochi a casa. Abbiamo fatto un pacco gigante (qui trovate i prezzi per l’Italia) che contiene circa 30 giochi e pesa quanto il mio pancino dopo aver visto quanto poco costa la cioccolata in Germania (cosa vera: 18 pocket coffee 3,50€!!!).

True Story

La solita golosona. Ti ricordo che l’ultima tariffa possibile prevedeva peso fino a 31,5 Kg e dato che il nostro pacco eccedeva di ben 300 grammi, abbiamo dovuto aprirlo di nuovo e togliere un gioco. E meno male che quasi tutti i giochi erano stati defustellati! Maledetta rinomata precisione tedesca!

Mi sa che questi sono precisi solo quando invece di spedirle preferiscono romperle, le scatole

A inizio di questo post ho parlato di un report, ma la realtà delle cose è che questo è stato il nostro primo Spiel, e abbiamo voluto godercelo appieno, senza la pressione di dover provare tot giochi, incontrare tot gente, e altri incarichi scoccianti ancora

Gioco con materiali non definitivi, ma già interessante. E poi meeple dinosauri = WIN

Sììì! Solo noi, il nostro entusiasmo, e un budget incredibilmente inferiore ai nostri desideri. Due turisti alle prese con tanti giochi e sempre in posa per una foto

Ti ricordo che abbiamo scordato la macchina digitale in aereo e ci sono rimaste solo le foto fatte col cellulare

Siamo due animali sbadati e sventurati

Avremo tempo comunque tempo per parlare dei giochi provati e di altre sensazioni dallo Spiel

Senza dubbio! In attesa del pacco delle meraviglie che ci consentirà di poter scrivere di Discover e di Flick’em’up Dead of Winter (tanto per citarne un paio)

Intanto buongioco a tutti!

Dobbiamo prepararci per Essen e siamo già nei guai

Manca ormai una ventina di giorni al nostro arrivo a Essen

Il nostro è un intento puramente scientifico a servizio del blog e di voi lettori. Non è che possiamo sempre parlare di giochi che abbiamo in casa, dobbiamo espandere le conoscenze, fornire materiale nuovo e…

Sì, come no, adesso lo fai per gli altri. Sei la menzogna fatta panda!

Intanto ringraziamo chi ci ospiterà e supporterà nei giorni della messe

“Sopporterà” semmai, e hai già svelato che andremo a parassitare da amici, brava

Mi stai rompendo le scatole. Già è difficile resistere alla voglia di ibernarmi per diminuire i giorni di attesa, poi ti ci metti pure tu.

Questo perché sei una nullafacente. Dovresti impegnare il tempo che rimane da qui alla fiera e trasformarlo in una propedeusi all’evento ludico dell’anno

E come?

Innanzitutto informandosi sui giochi in uscita. Ai comuni mortali basteranno le preview dei siti specializzati, come quelli su Giochi Sul Nostro Tavolo e altri

Ma immagino che per noi non sia abbastanza

Ovviamente no, quindi se si va sull’homepage di Board Game Geek, vera e propria bibbia per noi giocatori, sulla destra si nota un bel “Essen preview” su cui cliccare

Qui si trova la lista dei giochi che saranno presenti alla fiera, sia in vendita che soltanto in prova.

La lista è gargantuesca e ogni anno è sempre peggio.

E la grandezza delle nostre tasche è inversamente proporzionale

Quindi c’è bisogno di un criterio selettivo a priori per castrare gran parte della produzione

Ce l’ho! Compriamo solo Pucci di Mari™!!!

Col fischio!

Ma il mondo ne ha bisogno!

No, solo tu ne hai bisogno. Compreremo Pucci di Mari™ e Sbadigli del tanuki™

E da dove nasce questa nuova definizione?

Me la sono data da solo. Tanto sapevo che lo avresti fatto tu, almeno ti tolgo il piacere della creazione

Tornando seri (impossibru), uno dei paletti che ci siamo imposti è: non comprare giochi che usciranno di sicuro in Italia. Questo perché possiamo recuperarli in seguito e magari anche a un prezzo minore, e comprarli da un editore italiano è sempre un bonus, perché si aiuta l’editoria nostrana e si ha il vantaggio del prodotto localizzato

Infatti i giochi più famosi è molto facile che arrivino a prescindere nello stivale, e in fiera sono a prezzo di listino perché sono sicuri che faranno sold out prima di domenica. Loro non hanno motivo di scontarlo, e noi nessun vantaggio a comprarlo, se non averlo prima o magari con qualche promo aggiuntiva.

L’escludere i titoloni (che proveremo con piacere in fiera) ci permette di concentrarci su giochi di difficile reperibilità, se non nel contesto fieristico ovviamente.

Alcuni giochi (pochi a dire il vero), dall’acquisto sicuro, stiamo cercando di poterli preordinare e pagare in anticipo, così da avere la sicurezza di non perderli

E l’illusione di averli gratis una volta arrivati in fiera.

Certo, come no. In ogni caso la lista da guardare è questa qui

Sicuramente una cosa che guarderemo lì, saranno le offerte, ma già adesso ci stiamo dando da fare

Sì, perché un’altra geeklist davvero utile è l’asta dei giochi usati su BGG (la trovate cliccando qui). Qui ci siamo già aggiudicati titoli che cercavamo da tempo come The Ravens of Thri Sahashri o che volevamo prendere ma a poco, come Camel Up

Da un lato quindi, vogliamo andare in Germania con il portafogli gonfio. Dall’altro abbiamo già speso soldi in giochi nuovi e usati. Riusciremo a non chiedere l’elemosina?

Dovremo riuscirci, perché ti ricordo che staremo anche un giorno in più per vedere Düsseldorf

E il quartiere giapponese di Düsseldorf!!!

Sarà quanto di più vicino al Giappone potremo mai arrivare, con la nostra fortuna. A me basta una buona birra invece. E magari qualche giro per negozi che vendono vinili

Probabilmente faremo qualche diretta Facebook, dato che dubito avremo molto tempo per scrivere, ma tanto gli amici di Giochi sul nostro tavolo documenteranno tutto che manco Licia Colò con le foche albine

In caso fateci sapere cose vi interesserebbe vedere a Essen, chissà che non possiamo soddisfare qualche vostra curiosità

Mancano solo tre settimane del resto

COME??? ANCORA TRE SETTIMANE??? BASTA, IBERNATECI!

Il decalogo del perfetto spiegatore di giochi

La nostra missione ormai è la divulgazione dei gdt a tutto campo.

Per questo siamo impegnati col nostro blog, con gli articoli per Giochi Sul Nostro Tavolo, con i podcast di Gioco Magazzino.

(e ci teniamo a farlo presente in ogni articolo annoiandovi) Ma oltre al nostro “contributo artistico”

Sì, chiamiamolo così…

Siamo anche impegnati in un contributo più concreto, che è quello di promoter di giochi

Siamo dei freelancer, e lavoriamo a cottimo quando ci chiamano anche se ultimamente abbiamo lavorato di più per un’azienda in particolare (che per imparzialità non nominiamo, ma voi sapete chi siete, e vi ringraziamo)

Com’è il mestiere di promoter? Beh innanzitutto è uno di quelli in cui la sola volontà di lavorare rischia di non bastare, ed è meglio avere un trasporto verso i giochi o il settore

Poi è uno di quelli in cui è richiesta moooolta pazienza

Certo, perché son tutti bravi a spiegare i giochi al Modena Play, dove la maggior parte dei visitatori è gente informata o comunque abituata a giocare

Altro paio di maniche è farlo in un negozio, cercando di attirare clienti casuali, fermi a risiko e monopoly

Recentemente abbiamo spiegato giochi a una fiera del fumetto

Anche lì ci vuole molta pazienza

Sì, perché solitamente il pubblico è variegato. Una buona parte è un utilizzatore saltuario di giochi (che definito così sembra una malattia), che magari aspetta proprio una fiera del fumetto per comprare quel gioco all’anno che intrattiene la famiglia

A volte ci sono anche dei veri e propri appassionati, ma ovviamente sono in numero minore. Più spesso sono ragazzi molto giovani, la maggior parte abbastanza sveglia

C’è da dire che a volte il brusio della folla e il volume della musica da uno stand vicino troppo alto non facilita di certo il lavoro

In quei momenti lì ci vuole ancora più pazienza

In un frangente avevo un gioco davvero semplice da spiegare, ma uno dei giocatori era autistico e mi chiedeva in continuazione informazioni. Sono stato molto paziente, ma la voce se n’è andata sbattendo la bocca ehm la porta a fine serata

Io invece ho fatto giocare un card game a carte scoperte a una coppia che non lo capiva, nonostante dovizie di spiegazioni e di esempi. Ma la cosa divertente è che alla fine della partita mi hanno fatto il terzo grado su varie cose e mi hanno chiesto: “come si fa a fare il tuo mestiere?”. Il primo pensiero è stato “beh, innanzitutto bisogna capire i giochi” ma ovviamente mi sono trattenuta

Sì, un’altra cosa indispensabile, anche se probabilmente la starete dando per scontata, è conoscere davvero bene i giochi. Questo perché dovrete rispondere a centinaia di domande per ogni gioco e quindi più cose sapete, meno tempo passerete sul manuale a cercarne le risposte

A questo proposito, io e il mio tanuki pulcioso qui a fianco siamo fortunati perché vivendo assieme possiamo provare i giochi quando vogliamo, ma è consigliabile conoscere prima gli altri promoter presenti e far giocare anche loro.

E magari giocando giocando, saltano fuori “casi da contestazione”, e ci si prepara in anticipo.

E ovviamente bisogna essere sempre accoglienti, possibilmente sorridenti se non entusiasti e non prendere mai per scontato nulla

Noi giocatori siamo abituati a dividere le fasi di gioco in turni, a capire subito se bisogna cooperare o si gioca ognun per sé. Ma sono tutte cose che solo i giocatori hanno la fortuna di dare per scontato.

Esatto. Non si può semplicemente dire “questo gioco è un collaborativo con traditore” in ogni caso, a volte bisogna anche spiegare cosa è un collaborativo e cosa si intende per traditore

A volte hai davanti gente che vuole solo riposarsi facendo qualcosa di divertente e ha molta fatica a giocare.

Ma così tanta fatica che all’ennesimo sguardo vacuo ti sale il dubbio se non sei davvero tu incapace di spiegare il gioco o di comunicare. Poi però lo stesso gioco, spiegato nella stessa maniera viene giocato tranquillamente da altre persone e i dubbi iniziano a diradarsi

Lì ti chiedi perché hanno scelto proprio il tuo stand per rilassarsi, anziché un altro, ma ovviamente si cerca di fare il proprio lavoro, anche se sai che difficilmente questo nuovo giocatore andrà poi a comprare il gioco in un altro stand o su egyp, amazon e altri negozi online, una volta tornato a casa

Insomma forse vi abbiamo annoiato, il mestiere di promoter non è certo quello dell’infermiere o del pompiere, ma può essere davvero molto faticoso e questo pezzo è uscito un po’ più serio del previsto

Ma lo abbiamo voluto noi così. Sarebbe facile infatti riscuotere la vostra attenzione con aneddoti esilaranti

E ce ne sono capitati durante questi anni, credeteci!

Più difficile è far capire quanta passione ci vuole per fare quello che fa un promoter, ancora lucido e paziente nonostante la stanchezza di stare in piedi per tante ore, in un posto affollato e caldo.

Però è un lavoro che nonostante non sia fisso e non riesca a garantire l’indipendenza economica, ci piace molto.

Siamo convinti che i giochi in scatola siano in continua evoluzione e vedere quale impatto hanno sulla gente, stabilire un contatto, anche se solo per una manciata di minuti con qualcuno che condivide la tua passione, può fare piacere tanto quanto il compenso che ne deriverà

Non esagerare caro, ti ricordo che il compenso ci farà arrivare altri giochi nuovi a casa!

Già, vero anche questo. Se almeno un po’ della nostra passione si è intravista da queste parole sparse a casaccio, allora la prossima volta che vi trovate un promoter davanti offritegli un caffé (anche metaforico) da parte vostra e nostra, perché dietro al sudore avrà ancora l’energia per spiegarvi un gioco che ha già spiegato decine e decine di volte nell’arco del giorno.

Quindi buon caffé e buon gioco a tutti!

Podcast bestiali

Magari c’è qualcuno che non lo sa, ma siamo praticamente ospiti fissi di un podcast messo in piedi da quei grandi di GiocoMagazzino, Marco Grande Arbitro e Giuliano Molle.

Vuoi dire che ci siamo infilati a forza nella trasmissione con la speranza di rubarglielo o rovinarlo dall’interno nel caso non ci riuscissimo

Direi che stiamo facendo un grandissimo lavoro, dato che il podcast è in pausa da un bel po’ di mesi

Ma giusto ieri è stata pubblicata la nuova puntata con un ospite d’eccezione: il grande mago LUDUS… ehm intendevo dire il grande Tuxx

Già che ci state seguendo, vi consigliamo anche di seguire il blog di GiocoMagazzino, pieno di tante corbellerie nerd

Ma io non sono nerd!

Sì, ok, convinciti. Se non avete seguito proprio nessunissima puntata del podcast vi invitiamo a recuperarle, anche quelle in cui non siamo presenti.

Soprattutto quelle in cui facciamo delle figuracce come l’omaggio a Eduardo De Filippo

Non me la ricordare. Vorrei morire ancora adesso. Perché quella dove abbiamo inventato una storiella natalizia?

Aspetta… cosa sono tutti questi ricordi? Sento puzza di imbroglio, che di solito ogni mercoledì pubblichiamo qualcosa!

Vabbé ma facevamo per… cioé è uscita la puntata nuova di GiocoMagazzino dopo tanto tempo, mi sembrava più importante… no?

Quindi non abbiamo niente, vero?

Già

Va bene, capito. Buon ascolto di podcast a tutti allora!

E BuonGioco da MariPanda e DiegoTanuki!